Parigi, lo stadio diventa una questione di stato: interviene Sarkozy?

Milano ritratta sullo stadio Meazza. Parigi invece val bene un accordo con il PSG. Le trattative tra il Paris Saint Germain e il Comune di Parigi sul Parco dei Principi non procedono e rischiano di arenarsi, a meno che non vi sia un cambiamento radicale nelle posizioni di entrambe le parti. Intanto è diventata una questione di stato che scomoda addirittura Sarkozy.

Affitto o compravendita: posizioni inconciliabili

Le posizioni appaiono inconciliabili fra affitto e compravendita. La sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, contempla solo un contratto di locazione a lungo termine, purché la capitale francese continui a detenere la proprietà dello stadio. Proposta non recepita dal PSG che si siede a un incontro solo se si discute di un contratto di compravendita. La proprietà qatarina non ritiene fattibile che il Comune continui ad essere proprietario del campo, perché se così fosse, non potrebbe avere alcuna possibilità di intraprendere quei lavori di ristrutturazione che ha da tempo sulla carta piuttosto che in cantiere.

Rapporti ai minimi termini, Sarkozy fra calcio e politica

La questione non è squisitamente sportiva. Si intrecciano calcio, politica e interessi economici. Non a caso Anne Hidalgo, ha cercato di ristabilire i contatti con Al Khelaïfi attraverso un intermediario di un certo spessore come Nicolás Sarkozy. L’ex presidente della Repubblica, frequentatore abituale del Parco dei Principi, ha un ottimo rapporto con il presidente del PSG , ma  i buoni uffici non sono stati sufficienti per sbloccare le trattative, al punto da ritrovarsi ora in una fase di stallo, al limite del non ritorno.

Il PSG con le valigie pronte: altro stadio, altra città

Il PSG ha le valigie pronte. La zona, del resto, è già stata individuata da tempo. Trattasi di una cittadina a ovest di Parigi, Montigny-le-Bretonneux, cittadina dell’Ile-de-France di 33.000 abitanti, situata nello Yvelines. Ubicata alla periferia della capitale francese, è stata una delle prime a candidarsi come favorita per ospitare il Paris Saint Germain nel caso in cui le trattative per il Parco dei Principi non avessero dato frutti. Se sia una forzatura non è dato saperlo. La location ha tutto per essere gradita. Può ospitare lo stadio, è accessibile, neanche troppo lontana da Parigi. Di certo, è una potenziale alternativa che mette all’angolo la sindaca. Difficile, però, anche cambiare idea. Del resto per un politico scegliere comporta sempre una certa dose di rischio. La Hidalgo, intransigente da anni sul progetto, si muove sul filo del rasoio di un consenso che potrebbe crescere o precipitare le sue percentuali. Restando in ambito calcistico, però, buttare la palla in tribuna anche in questa occasione appare davvero impossibile.

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