Nadal, il ritorno in campo: le sue parole sono chiarissime…

Il conto alla rovescia è finito: Rafa Nadal è tornato. Dopo 347 giorni di attesa, il vincitore di 22 tornei del Grande Slam torna ufficialmente in campo nell’ATP 250 di Brisbane. Il doppio non è andato benissimo. Ci riprova con il singolare.

Nadal, il viaggio verso il ritorno: un percorso lungo e difficile

 L’esordio non è morbido e non potrebbe essere altrimenti: il maiorchino affronta Thiem. Sarà una partita complicata, anche per un fuoriclasse come Rafa che comunque è assente da un anno dal campo da tennis. Gli ultimi allenamenti hanno messo in mostra una buona condizione, ma non è possibile, né logico, avventurarsi in esercizi di ottimismo esagerati. Per Nadal è già una vittoria essere qui, dopo aver giocato la sua ultima partita lo scorso 18 gennaio, all’Australian Open, quando è uscito sconfitto contro Mackenzie McDonald, in una sfida condizionata da un infortunio all’ileopsoas della gamba sinistra, solo l’inizio di un lungo calvario. Il recupero dall’infortunio rimediato a Melbourne non è progredito secondo programma e si è complicato sino a rendere necessario un intervento chirurgico e, nello scorso maggio, uno stop a tempo indeterminato che aveva anche fatto temere un ritiro dalle competizioni agonistiche.

Dal 2 giugno, sei mesi per ricominciare: sarà l’ultimo anno

Rafael Nadal
Immagine | Epa

Nadal è stato operato il 2 giugno. Il tennista è stato sottoposto a un intervento in artroscopia per verificare la lesione allo ipsoas sinistro e per regolarizzare l’anca sinistra. Il percorso in sala operatoria, però, è stato più complicato del previsto. Un mese e mezzo dopo Nadal ha ripreso ad allenarsi ma senza forzare. Alla fine di agosto il ritmo era di due giorni alla settimana per venti minuti. Non abbastanza per pensare di essere in condizioni di reggere una partita.

Il suo percorso verso il ritorno in campo si è concluso in Kuwait, dove nell’ultimo mese si è preparato per il tour australiano che lo vedrà tornare in campo 347 giorni dopo la sua ultima partita ufficiale. In conferenza stampa, nessuna promessa: c’è spazio solo per la legittima soddisfazione di essere comunque tornato un giocatore di tennis. “Mi è mancato gareggiare. Non ho potuto farlo perché, durante questo periodo, il mio corpo non era pronto. Quando ti senti male, non puoi competere. Mi mancava essere in salute, svegliarmi senza dolori e avere l’opportunità di avere una vita normale, ma quando ho cominciato a sentirmi pronto, come adesso, ero sicuro che sarei stato impaziente di tornare a giocare. Certamente, se non avessi la determinazione e la passione non sarei qui”. La sensazione è che sarà l’ultimo anno.

 

 

 

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