Golden Boy: tanti campioni ma anche qualche flop

Come largamente preventivato, Jude Bellingham ha ricevuto lunedì il Golden Boy, il premio che il quotidiano ‘Tuttosport‘ assegna al miglior giocatore Under 21 dei club europei. Primo giocatore del Real Madrid a riceverlo, stimmate da predestinato. Ma non sempre il golden boy è stato sinonimo di fuoriclasse.

2003 – 2012: top e flop

La prima edizione del Golden Boy fu vinta da Rafael van der Vaart nel 2003. La sua carriera però non fu all’altezza delle aspettative. Dopo il Real Madrid, ha lasciato il Betis nel 2018 per giocare in Danimarca, prima di ritirarsi. Sorte ben diversa nel 2004 per Wayne Rooney che ha scritto la storia del Manchester United e della nazionale inglese. Chi ha mantenuto appieno le promesse è il golden boy del 2005, Leo Messi che in quella stagione aveva già iniziato a vincere Liga e Champions League. Il resto è storia. Nel 2006 è il turno di Cesc Fabregas, che vincerà tutto tranne la Champions.

Nel 2007 il Golden Boy è Sergio Agüero, mentre l’anno successivo è di nuovo flop: Anderson Oliveira. Esperienza trascurabile allo United. Si è ritirato nel 2019 e a 35 anni è stato accusato di frode, furto e riciclaggio di denaro. Anche su Alexandre Pato c’erano molte aspettative, ma una serie di infortuni gli hanno impedito di mantenere le enormi promesse. Questione di testa, più che di piedi, per Balotelli, vincitore del 2010. La sorte invece non sorride a Mario Götze nel 2011. Segna il gol che vale il quarto mondiale per la Germania nei mondiali brasiliani, poi all’età di 24 anni gli fu diagnosticato l’ipotiroidismo. Più forte della sfortuna, continua a giocare in Germania con l’Eintracht Francoforte. Nel 2012 vince Isco, che non è il fenomeno descritto al di là dei Pirenei, ma si costruisce una signora carriera al Real Madrid.

2013 -2023: fra incompiuti e futuri Palloni d’Oro

Renato Sanches
Immagine | Ansa

Il 2013 invece è l’anno di Paul Pogba straordinario quanto controverso centrocampista. L’anno successivo è Raheem Sterling che ha mantenuto le promesse fino a un certo punto. Sicuramente più di Antony Martial, mai affermatosi a certi livelli. Nel 2016 tocca a un centrocampista di indubbio talento: Renato Sanches, oggi oggetto misterioso alla Roma dove continua a infortunarsi. Non tradisce le attese Kylian Mbappé che vince nel 2017 e l’anno dopo solleva la Coppa del Mondo da protagonista e sfiorato il secondo qualche mese fa. Nel 2018 vince il più giovane capitano della storia dell’Ajax, altra vecchia conoscenza del calcio italiano, Matthijs de Ligt. Ancora da decifrare il reale valore di João Félix, vincitore del 2019. Pochi dubbi invece, sul peso specifico di Erling Haaland, apparso come un uragano sui radar del calcio e destinato a vincere il Pallone d’Oro esattamente come i due successori Pedri e Gavi, talenti purissimi.

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