Scandalo fiscale: i dirigenti dell’Imolese accusati di evasione per due milioni

Scandalo fiscale: i dirigenti dell'Imolese accusati di evasione per due milioni

Scandalo fiscale: i dirigenti dell'Imolese accusati di evasione per due milioni - ©ANSA Photo

Luca Baldini

25 Febbraio 2026

Un recente caso di frodi fiscali ha colpito il mondo del calcio italiano, coinvolgendo l’Imolese Calcio, un club attualmente in Serie D, ma che ha una storia recente in Lega Pro. La Guardia di Finanza ha scoperto che il club ha evaso il fisco per circa due milioni di euro, oltre a contestare una detrazione indebita di 230.000 euro di IVA. Le indagini, iniziate nel 2023, hanno rivelato una gestione finanziaria preoccupante, portando alla denuncia di due dirigenti del club.

Le irregolarità scoperte

L’inchiesta è partita da una verifica fiscale su alcuni conti del club, sollevando sospetti su crediti fiscali per un valore di circa 200.000 euro. Questi crediti, apparentemente acquisiti da un’impresa edile di Pisa, avrebbero dovuto coprire debiti tributari della società. Tuttavia, i finanzieri hanno scoperto che tali crediti erano inesistenti, riferendosi a lavori mai eseguiti legati al bonus facciate, una misura introdotta dal governo italiano per incentivare la ristrutturazione degli edifici.

L’analisi della contabilità dell’Imolese ha rivelato irregolarità più gravi. La contabilità è stata descritta come “frammentaria”, indicando una mancanza di chiarezza e organizzazione. Sono stati scoperti circa 2 milioni di euro di ricavi non dichiarati al fisco. Questo comportamento non solo danneggia l’erario, ma ha anche ripercussioni sul sistema calcistico italiano, che si basa su regole di trasparenza e correttezza.

Conseguenze legali e sportive

In risposta a queste scoperte, la Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie riconducibili alla società e ai suoi rappresentanti legali. Il valore di questi beni si aggira intorno ai 160.000 euro e include conti correnti, auto, moto, terreni e immobili, alcuni dei quali si trovano anche in province lontane come Siracusa e Belluno. Questo sequestro rappresenta un passo fondamentale per garantire che eventuali responsabilità vengano perseguite e che i fondi possano essere recuperati.

Le conseguenze di questo caso non si limitano all’aspetto penale. Gli atti sono stati trasmessi al Covisoc, l’organo di vigilanza della FIGC, che valuterà se adottare provvedimenti sul piano sportivo. Questi potrebbero includere sanzioni o addirittura la retrocessione della squadra a causa di irregolarità finanziarie. È cruciale che le società sportive operino con integrità, e questo episodio solleva dubbi sul rispetto delle normative fiscali e sportive.

Un campanello d’allarme per il calcio italiano

È interessante notare che l’Imolese Calcio era già in liquidazione giudiziale per altre vicende a partire da fine ottobre 2025. Questo precedente suggerisce che la società potrebbe aver già affrontato significative difficoltà finanziarie, rendendo la situazione attuale ancora più complessa. La liquidazione giudiziale è un processo legale che può portare alla chiusura definitiva dell’azienda se non si trovano soluzioni per risolvere le problematiche economiche.

Il caso dell’Imolese è emblematico di un problema più ampio che affligge il calcio italiano, dove la trasparenza economica e le pratiche fiscali corrette sono fondamentali per il buon funzionamento delle società. Le autorità stanno intensificando i controlli e le verifiche per garantire che le società rispettino le normative fiscali e non si avvantaggino in modo sleale a scapito di altre.

La vicenda dell’Imolese Calcio rappresenta un campanello d’allarme per le altre società sportive, sottolineando l’importanza di una gestione finanziaria trasparente e responsabile. La speranza è che questo episodio possa fungere da deterrente per altre organizzazioni, affinché adottino pratiche più etiche e in linea con le leggi fiscali italiane.

In un contesto sportivo dove la competitività è alta e le risorse economiche sono sempre più limitate, il rispetto delle normative fiscali non dovrebbe essere visto come un peso, ma come un’opportunità per costruire un futuro più solido e durevole per il calcio italiano. La sfida ora è garantire che il calcio rimanga un ambiente sano e giusto, dove il talento e la passione possano primeggiare, piuttosto che l’illegalità e la frode.

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