Riforme in Figc: dai cambiamenti per gli arbitri a nuove regole su promozioni e retrocessioni

Riforme in Figc: dai cambiamenti per gli arbitri a nuove regole su promozioni e retrocessioni

Riforme in Figc: dai cambiamenti per gli arbitri a nuove regole su promozioni e retrocessioni - ©ANSA Photo

Luca Baldini

19 Febbraio 2026

Nella giornata di ieri, la sede della Federazione Italiana Giuoco Calcio (Figc) ha ospitato un incontro cruciale per il futuro del calcio italiano, convocato dal presidente Gabriele Gravina. Questo secondo incontro dedicato alle riforme del sistema calcistico ha messo in luce questioni fondamentali legate alla sostenibilità economica del settore, ponendo le basi per un cambiamento necessario.

Riduzione di promozioni e retrocessioni

Un tema centrale emerso nel dibattito è stato quello della riduzione del numero di promozioni e retrocessioni a tutti i livelli. Questa proposta, presentata come bozza per un futuro confronto, mira a “raffreddare” un sistema che ha mostrato segni di instabilità. Le modifiche alle regole per le promozioni e retrocessioni potrebbero garantire maggiore stabilità alle società calcistiche, frequentemente alle prese con difficoltà economiche. La Figc intende eliminare, nel lungo periodo, la possibilità di ripescaggi e riammissioni, promuovendo una competizione più equilibrata e strutturata.

Attualmente, non sono state discusse riforme riguardanti la struttura dei campionati, il numero di squadre o le categorie esistenti. Questo approccio conservativo potrebbe essere visto come un modo per mantenere l’equilibrio in un sistema che, sebbene necessiti di riforme, non può permettersi stravolgimenti rapidi. Tuttavia, la necessità di un intervento riformatore è stata ribadita da Gravina, il quale ha sottolineato l’importanza di un cambiamento che porti a una gestione più sostenibile e responsabile del calcio italiano.

Valorizzazione del settore giovanile

Oltre alla questione delle promozioni e retrocessioni, Gravina ha annunciato l’intenzione di implementare rapidamente la figura del “direttore tecnico” nel calcio giovanile italiano. Questo modello, già in uso in molte federazioni europee, rappresenta un passo verso la modernizzazione del settore giovanile. La creazione di questa figura potrebbe garantire una supervisione più attenta delle attività giovanili, contribuendo a formare giocatori di maggiore qualità e promuovendo un calcio più competitivo.

La valorizzazione del settore giovanile è stata identificata come una priorità fondamentale per il futuro del calcio italiano. È noto che una solida base di giovani talenti è essenziale per il successo a livello professionistico. L’introduzione del direttore tecnico potrebbe rappresentare un cambiamento significativo nella gestione delle giovanili, portando a un approccio più strategico e orientato ai risultati.

Riforme nel mondo arbitrale

Un altro argomento di discussione ha riguardato le criticità del mondo arbitrale, un tema particolarmente sensibile. Gravina ha evidenziato come l’attuale situazione richieda un’attività riformatrice urgente, con l’obiettivo di migliorare la qualità e l’affidabilità delle decisioni arbitrali. In questo contesto, è stata proposta l’idea di introdurre il professionismo arbitrale di vertice, attraverso la creazione di una società indipendente, interamente partecipata dalla Federazione. Questo passaggio potrebbe garantire che gli arbitri operino in un ambiente più professionale, contribuendo a una maggiore trasparenza nel sistema.

Le riforme nel mondo arbitrale sono state discusse in chiave di miglioramento della qualità del calcio italiano. Un arbitraggio di qualità è fondamentale per garantire la correttezza e l’integrità del gioco, aspetti essenziali per mantenere la fiducia dei tifosi e delle squadre.

In conclusione, l’incontro di ieri ha segnato un passo importante verso la definizione di un nuovo modello di governance per il calcio italiano. Le proposte avanzate da Gravina, incentrate sulla sostenibilità economica e sulla valorizzazione del settore giovanile, rappresentano una sfida significativa, ma necessaria per garantire un futuro più solido al calcio in Italia. La Figc si prepara ad affrontare un periodo di cambiamento, con l’obiettivo di migliorare non solo la qualità del gioco, ma anche l’intero sistema calcistico nel suo complesso.

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