Recentemente è stato assegnato il prestigioso premio di laurea intitolato a Mario Sconcerti, una figura emblematica del giornalismo sportivo italiano del dopoguerra. Questo riconoscimento è stato fortemente voluto dalla Fondazione Museo del Calcio, con l’intento di onorare la memoria di Sconcerti, che ha avuto un impatto significativo nel panorama sportivo e culturale del nostro Paese. Il presidente del museo di Coverciano, Matteo Marani, ha sottolineato l’importanza di questo premio, definendo Sconcerti come uno dei più grandi giornalisti sportivi della storia contemporanea.
Mario Sconcerti, nato a Firenze nel 1945, ha dedicato la sua vita alla scrittura e all’analisi del calcio, contribuendo a elevare il giornalismo sportivo a una vera e propria forma d’arte. La sua carriera ha toccato punti salienti, dai quotidiani nazionali alle trasmissioni televisive, e la sua capacità di raccontare il calcio in modo coinvolgente lo ha reso una voce autorevole e rispettata. Con la creazione di questo premio, la Fondazione Museo del Calcio desidera celebrare non solo il suo contributo al mondo del calcio, ma anche il suo legame profondo con la città di Firenze, che ha sempre considerato la sua casa.
Le motivazioni del premio
Durante la cerimonia di assegnazione del premio, Matteo Marani ha spiegato le motivazioni alla base della creazione di questa borsa di studio, evidenziando l’unione dei tre amori che hanno contraddistinto la vita di Sconcerti: la storia, lo sport e la sua amata Firenze. “Abbiamo istituito questa borsa di studio per onorare la memoria di un intellettuale del nostro sport”, ha affermato Marani, evidenziando il fatto che Sconcerti non è solo un grande giornalista, ma anche un pensatore che ha saputo coniugare sport e cultura in modo unico.
Il vincitore del premio
Il premio, finanziato dal Museo del Calcio e indetto dall’Università di Firenze, ha visto come vincitore Lorenzo Topello, il quale ha presentato una tesi intitolata ‘Calcio e politica: Brasile e Argentina (1945-2022)’. Questo lavoro è stato scelto dalla commissione esaminatrice, che includeva anche Marina Sconcerti, figlia di Mario, come la più meritevole. La commissione ha valutato le tesi in base al titolo del premio, ‘Leggere il calcio: fonti e strumenti per la ricerca storica attraverso il giornalismo sportivo’. La scelta di Topello è stata apprezzata non solo per la sua originalità, ma anche per la rilevanza del tema trattato, che mette in luce l’interconnessione tra sport e dinamiche socio-politiche in due delle nazioni più calcistiche del mondo.
Un’analisi profonda
Il lavoro di Topello analizza in profondità come il calcio, in Brasile e Argentina, sia stato influenzato e abbia influenzato la politica, esplorando eventi storici, cambiamenti sociali e l’impatto della cultura calcistica sulla società. La tesi si articola attorno a momenti chiave della storia di questi paesi, come le dittature militari e i successi calcistici, mostrando come il football possa essere visto come un riflesso delle tensioni e delle speranze di una nazione.
La cerimonia di premiazione ha richiamato l’attenzione di molti appassionati di calcio e di cultura, rendendo omaggio non solo a Mario Sconcerti, ma anche a tutti coloro che, come lui, hanno dedicato la propria vita a raccontare storie attraverso lo sport. L’interesse per il premio è cresciuto, e ci si aspetta che nei prossimi anni sempre più studenti universitari decidano di partecipare, contribuendo così a mantenere viva la memoria di un grande giornalista e a promuovere la ricerca nel campo del giornalismo sportivo.
Il Museo del Calcio di Coverciano, situato a pochi chilometri da Firenze, è un luogo di riferimento per tutti gli appassionati di calcio. Oltre a essere un punto di raccolta per la storia del nostro calcio, il museo ospita mostre, eventi e incontri, promuovendo una maggiore conoscenza e comprensione del gioco. Con l’istituzione del premio di laurea intitolato a Sconcerti, il museo si conferma come un attore fondamentale nella valorizzazione e nella diffusione della cultura calcistica.
La memoria di Mario Sconcerti continuerà a vivere attraverso le opere dei giovani talenti che si avvicinano al mondo del giornalismo sportivo, ispirati dalla sua passione e dal suo impegno. La sua eredità è un invito a tutti coloro che credono nella potenza del racconto e nell’importanza di analizzare il calcio non solo come un gioco, ma come un fenomeno sociale e culturale di grande rilievo.
