Nadal nella bufera, il gesto genera polemiche: c’era da aspettarselo

Rafa Nadal finisce al centro di una bufera, che coinvolge anche l’organizzazione mondiale. Il tennista spagnolo ha preso una decisione, che evidentemente non è stata compresa.

Calcolare i rischi e ponderare le decisioni fa parte della vita di uno sportivo da quando si prepara alla sfida a quando effettivamente la disputa. Un campione come Rafa Nadal ne è pienamente consapevole. Tuttavia è difficile credere che avesse potuto anzitempo immaginare il polverone che avrebbe sollevato a causa della sua ultima decisione, resa nota a mezzo stampa. La discussione sembra essere soltanto iniziata e la fine è ignota, al momento.

Nadal ambasciatore per l'Arabia Saudita: è polemica
Rafa Nadal nella bufera (ANSA) – Wigglesport

Dopo essere stato costretto a fermarsi a causa di un infortunio – per il quale è stato costretto a dare forfait agli Australian Open – l’atleta di Maiorca ha firmato un discusso contratto di sponsorizzazione. Già volto di alcuni dei loghi più famosi del pianeta, quali Nike, Kia Motors, Richard Mille e Babolat – accordi che portano nelle sue tasche circa 30 milioni di euro all’anno – Rafa Nadal ha siglato un affare ancor più ricco di tutti questi.

Il tennista 37enne è divenuto ambasciatore della Federazione di tennis dell’Arabia Saudita. Il suo compito sarebbe quello di aiutare alla crescita di nuovi talenti e anche coinvolgere sempre di più la popolazione in questo sport, attraverso la sua esperienza e l’icona sportiva che rappresenta. Tuttavia, la ricaduta in termini di immagine per il tennista sembra essere andata al di là di ogni immaginazione. Con delle conseguenze negative d’impatto fin da subito.

Rafa Nadal nella bufera per l’ultimo contratto firmato: ecco cos’è accaduto

La decisione da parte di Rafa Nadal ha generato addirittura l’intervento di Amnesty International. L’organizzazione reputa inaccettabile che una figura così trasversale per l’universo sportivo e culturale in generale si sia legata in qualche modo al governo saudita. Questo ripulirebbe attraverso l’apporto del tennista la sua immagine. L’invito rivolto a Nadal è il seguente: “Parli piuttosto dei diritti umani”, mentre in prima istanza si precisa: “È solo l’ultimo capitolo dell’incessante operazione di ‘sportswashing’ da parte dell’Arabia Saudita”.

Rafa Nadal finisce nella bufera
Rafa Nadal aspramente criticato per l’ultimo contratto siglato (ANSA) – wigglesport

Per Amnesty International l’impatto della decisione di firmare un accordo con il governo saudita è stata sottostimata dal tennista, poiché non avrebbe dato il giusto peso alla situazione e non l’avrebbe osservata nella sua interezza. L’Arabia Saudita, infatti, ha un progetto più ampio, che prevede anche la possibilità di accaparrarsi le WTA Finals e perciò starebbe in realtà avviando una campagna di propaganda, come fatto col calcio al momento dell’acquisto di Cristiano Ronaldo da parte dell’Al-Nassr.

L’organizzazione ha concluso il suo appello scrivendo “come altre stelle dello sport che accettano lavori ben retribuiti in Arabia Saudita, esortiamo Nadal a parlare apertamente della situazione dei diritti umani in Arabia Saudita. Offrendo un importante messaggio di solidarietà verso i difensori dei diritti umani incarcerati nel Paese”. Al momento nessuna risposta ufficiale, ma la sua decisione fa discutere.

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