Maresca: l’allenatore deve adattarsi o lasciare il campo

Maresca: l'allenatore deve adattarsi o lasciare il campo

Maresca: l'allenatore deve adattarsi o lasciare il campo - ©ANSA Photo

Luca Baldini

2 Febbraio 2026

Enzo Maresca, ex allenatore del Chelsea e figura di spicco nel panorama calcistico, ha recentemente condiviso le sue opinioni sul numero crescente di partite nel calcio moderno durante una lezione a Coverciano, sede della Federazione Italiana Giuoco Calcio. In questo incontro, parte di un tradizionale corso di aggiornamento per allenatori, Maresca ha affrontato le sfide che tecnici e giocatori devono affrontare in un contesto sempre più competitivo e congestionato.

La situazione attuale, secondo Maresca, richiede un adattamento costante. “Cosa penso del fatto che si gioca troppo? O ti adatti oppure non alleni o non fai il giocatore”, ha affermato con franchezza. Questa dichiarazione sottolinea la necessità di una mentalità flessibile e resiliente da parte di allenatori e atleti. La pressione del calendario, con competizioni sovrapposte e un numero crescente di incontri, è diventata una costante nel mondo del calcio.

la pressione del calendario

Maresca ha portato l’esempio del Chelsea, club con cui ha recentemente vinto sia il Mondiale per club che la Conference League. “Con il Chelsea disputando il Mondiale per club non abbiamo fatto vacanze, ritiro, tutto è conseguenza”, ha spiegato, evidenziando come il ritmo frenetico delle competizioni possa influenzare la preparazione e il benessere fisico dei giocatori. La mancanza di periodi di riposo adeguati può portare a un aumento degli infortuni, come evidenziato in uno studio della FIFA che ha messo in luce il Chelsea e il Paris Saint-Germain come le squadre con il maggior numero di infortuni, proprio in coincidenza con le finali della World Cup.

la gestione degli infortuni

La questione degli infortuni è particolarmente rilevante nel calcio professionistico, dove la gestione della condizione fisica dei calciatori è cruciale. Le squadre devono trovare strategie per mantenere i propri giocatori in forma, nonostante l’intensificarsi delle gare. “Insomma, o ti adatti oppure fai fatica”, ha ribadito l’allenatore, sottolineando che la capacità di adattamento è essenziale per il successo.

Maresca ha anche condiviso i suoi pensieri sul suo futuro professionale e sulla possibilità di tornare a lavorare in Italia. “Il campionato di Serie A è sempre interessante, combattuto. Non ho detto che non tornerò, solo che ormai sono all’estero da 7-8 anni e mi trovo bene: vedremo”, ha dichiarato. La Serie A, con la sua ricca storia e il suo alto livello di competitività, continua ad attrarre talenti da tutto il mondo, e Maresca, con la sua esperienza internazionale, sarebbe un valore aggiunto per qualsiasi squadra.

riconoscimenti e futuro della nazionale

Durante la cerimonia di premiazione della Panchina d’oro speciale, Maresca ha ricevuto riconoscimenti per i suoi successi con il Chelsea. “Rappresentare la scuola italiana degli allenatori all’estero è una responsabilità e un onore. Fuori dai confini godiamo di tanto rispetto”, ha affermato, evidenziando l’importanza della reputazione degli allenatori italiani nel panorama calcistico globale. La formazione e la preparazione degli allenatori italiani sono considerate tra le migliori al mondo, e Maresca è un esempio della qualità che il nostro paese può offrire.

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha partecipato all’evento, sottolineando l’importanza della Panchina d’oro nel contesto del calcio italiano. “Questo è un premio che dà grande orgoglio al movimento, è bello vedere tanti tecnici scambiarsi le proprie esperienze e la propria passione”, ha dichiarato. La cerimonia non è stata solo un riconoscimento per Maresca, ma anche un momento di celebrazione per l’intera comunità calcistica italiana, all’insegna della condivisione e della crescita professionale.

Maresca ha anche accennato alla Nazionale italiana, esprimendo la sua speranza per il futuro della squadra azzurra. “Speriamo e mi auguro che riesca a qualificarsi; quando sei all’estero ti prendono un po’ in giro”, ha sorriso, mostrando un lato più leggero della sua personalità. La Nazionale, reduce da un periodo di alti e bassi, ha bisogno di recuperare il suo prestigio e l’affetto dei tifosi, e le parole di Maresca evidenziano l’orgoglio che gli italiani provano per la loro squadra.

In un calcio sempre più globalizzato, dove le squadre devono affrontare sfide non solo sul campo ma anche nella gestione delle risorse umane e fisiche, la visione di Maresca rappresenta un importante punto di vista. La sua esperienza internazionale, unita alla sua comprensione del contesto calcistico italiano, lo rende una voce autorevole nel dibattito sulle attuali dinamiche del calcio. Con il suo approccio pragmatico e la sua dedizione al miglioramento continuo, Maresca continua a ispirare non solo i suoi colleghi ma anche le nuove generazioni di calciatori e allenatori.

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