Juve sotto accusa: insulti razzisti a Kelly, la sua risposta è chiara

Juve sotto accusa: insulti razzisti a Kelly, la sua risposta è chiara

Juve sotto accusa: insulti razzisti a Kelly, la sua risposta è chiara - ©ANSA Photo

Stefano Cerulli

18 Febbraio 2026

Negli ultimi tempi, il tema del razzismo nel mondo dello sport è tornato prepotentemente alla ribalta, e il difensore della Juventus, Lloyd Kelly, è l’ennesima vittima di questa piaga sociale. L’episodio è emerso quando Kelly ha condiviso nelle sue storie di Instagram un commento di un utente che lo ha offeso con la frase choc “Torna allo zoo”. Questo inaccettabile attacco ha suscitato una forte reazione non solo da parte del calciatore, ma anche da parte di molti tifosi e dell’opinione pubblica in generale, che chiedono maggiore rispetto e tolleranza.

la carriera di Lloyd Kelly

Nato nel 1998, Lloyd Kelly è un calciatore inglese che ha fatto il suo debutto professionale nel 2016 con il Bristol City, squadra militante nella Championship, il secondo campionato inglese. Nella sua carriera ha dimostrato di avere un grande potenziale, guadagnandosi la fiducia di allenatori e compagni di squadra. Dopo un periodo di crescita, nel 2023 è approdato alla Juventus, una delle squadre più titolate e prestigiose d’Europa. La sua esperienza in Serie A rappresenta non solo un’importante opportunità per la sua carriera, ma anche un palcoscenico internazionale dove può dimostrare le sue doti.

la risposta di Kelly e la lotta contro il razzismo

Tuttavia, il suo recente post su Instagram ha evidenziato come, nonostante i progressi nel mondo del calcio, ci siano ancora molte sfide da affrontare, soprattutto in relazione al razzismo. Kelly ha risposto con fermezza, affermando: “Le critiche fanno parte della vita e anche dello sport, e le ho sempre accettate: ognuno ha diritto alla propria opinione. Ma questo non lo accetterò. Le parole e le azioni hanno un significato e anche delle conseguenze”. Con queste parole, Kelly ha voluto sottolineare l’importanza di combattere l’ignoranza e l’odio che si manifestano sui social media.

Il razzismo nel calcio non è una novità. Diverse campagne di sensibilizzazione sono state avviate negli ultimi anni, sia a livello di club che di federazioni calcistiche. In Italia, la Lega Serie A ha lanciato iniziative per combattere questo fenomeno, incoraggiando i club e i tifosi a mantenere un comportamento rispettoso e inclusivo. Tuttavia, gli episodi di razzismo continuano a verificarsi, dimostrando che c’è ancora molta strada da fare.

l’importanza del supporto collettivo

Il caso di Kelly ha riacceso il dibattito su come le piattaforme social siano spesso un terreno fertile per commenti offensivi e attacchi personali. Gli utenti di queste piattaforme, spesso protetti dall’anonimato, si sentono liberi di esprimere opinioni che, in molti casi, sfociano nell’odio e nella discriminazione. Questo solleva interrogativi sulla responsabilità delle piattaforme social nel monitorare e gestire i contenuti pubblicati dai loro utenti. Molte aziende tecnologiche hanno avviato politiche per reprimere il linguaggio d’odio, ma la loro efficacia è oggetto di discussione.

In risposta a questi fenomeni, diversi calciatori di fama mondiale hanno iniziato a utilizzare la loro voce per sensibilizzare l’opinione pubblica. Giocatori come Marcus Rashford e Raheem Sterling si sono distinti non solo per le loro qualità sportive, ma anche per il loro impegno nel combattere il razzismo e promuovere l’uguaglianza. Kelly, con la sua recente dichiarazione, si unisce a questo gruppo di atleti che non vogliono restare in silenzio di fronte a ingiustizie e discriminazioni.

Anche la Juventus, club in cui milita Kelly, ha una lunga storia di impegno contro il razzismo. La società bianconera ha partecipato a campagne di sensibilizzazione e ha adottato politiche rigorose contro comportamenti razzisti da parte dei tifosi. Tuttavia, il club è consapevole che il lavoro da fare è ancora tanto e che è fondamentale continuare a promuovere la diversità e l’inclusione, sia dentro che fuori dal campo.

Il calciatore inglese ha ricevuto anche il sostegno di molti colleghi, tifosi e personalità pubbliche, che hanno espresso la loro indignazione per l’episodio di razzismo subito. Questo sostegno collettivo rappresenta un passo importante verso un cambiamento culturale necessario per estirpare questa piaga. La mobilitazione della comunità calcistica è fondamentale per creare un ambiente in cui ogni individuo, indipendentemente dal proprio background, possa sentirsi al sicuro e rispettato.

Il caso di Lloyd Kelly è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi di razzismo nel calcio, ma rappresenta anche un’opportunità per riflettere e migliorare. La sua reazione e il supporto ricevuto dimostrano che la lotta contro l’odio e la discriminazione deve continuare, sia sui campi di calcio che nel quotidiano. Le parole e le azioni di ciascuno di noi possono avere un impatto significativo, e la speranza è che, attraverso il dialogo e la sensibilizzazione, si possa costruire un futuro più giusto e inclusivo per tutti.

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