Imane Khelif contro tutti: “Non mollo, voglio un’altra medaglia”

Imane Khelif non si ritira.

Lo sguardo determinato di chi non ha intenzione di arrendersi. - @ANSA

Luca Antonelli

29 Agosto 2025

La campionessa olimpica algerina conferma che continuerà a combattere. “Voglio un’altra medaglia, lo faccio per tutte le donne”

Ha vinto l’oro olimpico a Parigi 2024, ha incassato critiche e attacchi, è stata esclusa da tornei importanti per ragioni legate ai test di idoneità, eppure Imane Khelif non ha alcuna intenzione di lasciare la boxe. Lo ha detto in modo diretto, rispondendo alle voci di un possibile ritiro: “Non mi fermo, continuerò a combattere”. Parole secche, come un gancio ben assestato, arrivate in un momento in cui la sua carriera sembrava messa in discussione da regole, tensioni e giudizi esterni. E invece lei rilancia. Non solo resta in attività, ma punta apertamente a una nuova medaglia. Il tutto con un obiettivo chiaro: difendere il diritto delle donne a combattere nello sport, senza compromessi e senza etichette.

Una carriera segnata da esclusioni, ma l’oro olimpico ha cambiato tutto

Imane Khelif ha fatto parlare di sé non solo per le sue vittorie, ma per i conflitti regolamentari che l’hanno coinvolta. È stata esclusa da eventi internazionali per via di test che indicavano livelli di testosterone oltre la soglia prevista per le competizioni femminili. Una vicenda controversa, che ha sollevato interrogativi su come vengono applicati certi regolamenti. Per molti, il suo caso è diventato il simbolo delle contraddizioni dello sport moderno. Ma lei, invece di piegarsi, ha trasformato quella pressione in energia.

Imane Khelif non si ritira.
Tra sacrificio e ambizione: la storia continua. – www.wigglesport.it

Sul ring di Parigi, ha vinto contro tutto e tutti. Ha conquistato la medaglia d’oro nella categoria -66 kg, superando avversarie di livello. È stato il primo oro olimpico per una donna algerina nella boxe. Un risultato storico, che ha ridato voce a chi da tempo chiede regole più inclusive. Ma anche in quel momento di trionfo, le polemiche non si sono placate. Anzi. Khelif è diventata bersaglio di attacchi online, commenti offensivi, insinuazioni. Tanto da spingerla a intraprendere azioni legali contro chi ha superato il limite, denunciando cyberbullismo aggravato.

La sua risposta, però, non è mai stata quella di tirarsi indietro. Nessuna fuga, nessun passo indietro. Solo determinazione. Dopo Parigi ha continuato ad allenarsi, alternando sessioni tra Algeria e Qatar. L’obiettivo è chiaro: rientrare sul ring e dimostrare che l’oro olimpico non era un punto d’arrivo, ma solo un passaggio.

I nuovi ostacoli e la volontà di combattere ancora

Il 2025 ha portato con sé nuove sfide. Con il passaggio della governance del pugilato a un nuovo ente, i criteri di ammissione alle competizioni femminili sono stati modificati. Alcuni tornei richiedono ora test genetici obbligatori per verificare l’assenza del cromosoma Y. Khelif è stata esclusa da un evento in Olanda, anche se aveva già fornito documentazione e chiarimenti. Una decisione che ha riacceso il dibattito sull’identità nello sport e sui limiti imposti da regolamenti sempre più rigidi.

Nel frattempo, alcuni media hanno diffuso l’ipotesi di un suo ritiro. Una voce che lei ha definito totalmente falsa. “Non ho mai detto di voler smettere. Anzi, mi sto preparando”, ha chiarito. La sua intenzione è netta: restare attiva, continuare a vincere, e usare la propria visibilità per difendere le donne negli sport di contatto. Per lei non si tratta solo di medaglie. Si tratta di spazio, di diritti, di rispetto.

Il percorso non sarà facile. Tra esclusioni, nuove regole e un’opinione pubblica spesso divisa, Imane Khelif sa che ogni scelta diventerà un atto politico, oltre che sportivo. Ma ha già dimostrato di saper reggere la pressione. E oggi più che mai, vuole tornare a combattere. Lo fa per sé, ma anche per tutte quelle atlete che, come lei, si sono sentite messe da parte, giudicate o limitate da criteri imposti dall’alto. E anche per questo, ogni suo prossimo incontro sarà qualcosa di più di un semplice match.

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