Gios Sighel denuncia arbitri dopo il danno subito a Milano Cortina

Gios Sighel denuncia arbitri dopo il danno subito a Milano Cortina

Gios Sighel denuncia arbitri dopo il danno subito a Milano Cortina - ©ANSA Photo

Luisa Marcelli

19 Febbraio 2026

Il recente episodio che ha coinvolto Pietro Sighel, atleta italiano di short track, ha sollevato un acceso dibattito sulle decisioni arbitrali nello sport. Durante la gara dei 500 metri uomini, Sighel è caduto a causa di un contatto con un avversario, un evento che ha suscitato indignazione e preoccupazione all’interno della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio. Il presidente della Federghiaccio, Andrea Gios, ha espresso la sua amarezza per quanto accaduto, sottolineando che l’episodio non è isolato, ma fa parte di una serie di comportamenti contraddittori da parte degli arbitri.

la reazione di gios e la situazione di sighel

In una conferenza stampa tenutasi a Casa Italia, Gios ha dichiarato di aver parlato con Sighel, il quale sembrava sereno nonostante la situazione. “Ho visto un post in cui ringraziava tutti”, ha riferito Gios, mettendo in risalto l’atteggiamento positivo dell’atleta. Tuttavia, il presidente della Federghiaccio non ha potuto nascondere la sua amarezza: “Sono amareggiato per quello che è stato fatto sul ghiaccio, non solo per ieri, ma per una serie di episodi consecutivi”.

Il contatto avvenuto durante la gara ha sollevato interrogativi sulla correttezza delle decisioni arbitrali. Gios ha spiegato che è stata presentata una segnalazione ufficiale alla Federazione Internazionale di Pattinaggio. “A noi spetta il compito di proteggere Pietro, a lui spetta il compito di star sereno”, ha dichiarato, evidenziando l’importanza della responsabilità da parte delle autorità sportive nel garantire un ambiente di gara equo.

le problematiche delle decisioni arbitrali

Sighel, un giovane talento del pattinaggio italiano, ha dimostrato di avere grandi potenzialità. Gios è convinto che avrà ulteriori opportunità per esprimere le sue capacità. “Era in forma ed è stato veramente danneggiato da dei comportamenti arbitrali che io giudico non coerenti”, ha sottolineato, evidenziando la frustrazione che molti atleti provano quando le decisioni arbitrali influenzano negativamente il loro rendimento.

Gios ha anche espresso la sua preoccupazione per la mancanza di una “severa analisi” delle decisioni arbitrali. “Ammetto che il giudice e l’arbitro possano sbagliare e questo è normale, chi fa sport lo deve mettere in conto”, ha affermato. Tuttavia, ha aggiunto che non è accettabile che non ci sia una riflessione approfondita su quanto avviene durante le gare. “Ho l’impressione che i giudici di short track, in questo caso, non rendano conto di quello che fanno e questa è la cosa che a me non va bene”, ha concluso.

l’importanza di un sistema di revisione

La situazione di Sighel è rappresentativa di una problematica più ampia che affligge molti atleti nel mondo dello sport. Le decisioni arbitrali possono cambiare il corso di una gara e, di conseguenza, la carriera di un atleta. Questo è particolarmente vero in discipline come il short track, dove i contatti tra i concorrenti sono comuni e le decisioni degli arbitri possono risultare decisive. La Federghiaccio, sotto la guida di Gios, si trova ora di fronte alla sfida di proteggere i propri atleti e garantire che le loro prestazioni siano giudicate in modo equo.

Il dibattito sulle decisioni arbitrali non è nuovo nel mondo dello sport. In diverse discipline, gli arbitri sono spesso al centro delle critiche, con atleti e allenatori che chiedono maggiore trasparenza e responsabilità. L’episodio di Sighel mette in luce la necessità di un sistema di revisione che permetta agli arbitri di essere ritenuti responsabili delle loro scelte. Gli organi di governo dello sport, a livello nazionale e internazionale, dovrebbero considerare l’implementazione di protocolli più rigorosi per analizzare le decisioni arbitrarie e migliorare la formazione degli ufficiali di gara.

In un contesto come quello delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina, la questione assume un’importanza ancora maggiore. La visibilità internazionale dell’evento richiede che gli arbitri operino al massimo livello di competenza e imparzialità. La Federghiaccio, consapevole di questa responsabilità, ha l’obbligo di agire per garantire che episodi simili non si ripetano in futuro.

La vicenda di Pietro Sighel è un richiamo all’attenzione su come le decisioni arbitrarie possano influenzare non solo il risultato di una gara, ma anche il morale e la motivazione di un atleta. La speranza è che, attraverso l’esposto presentato alla Federazione Internazionale, possano emergere cambiamenti positivi che contribuiranno a un ambiente di gara più giusto e rispettoso per tutti gli atleti coinvolti.

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