Federciclismo lancia iniziative per garantire sicurezza: casco obbligatorio e strade dedicate ai ciclisti

Federciclismo lancia iniziative per garantire sicurezza: casco obbligatorio e strade dedicate ai ciclisti

Federciclismo lancia iniziative per garantire sicurezza: casco obbligatorio e strade dedicate ai ciclisti - ©ANSA Photo

Stefano Cerulli

14 Gennaio 2026

Negli ultimi anni, la sicurezza stradale è diventata una questione di fondamentale importanza in Italia, specialmente per i ciclisti. In risposta a questa crescente necessità, la Federazione Ciclistica Italiana (Federciclismo) ha avviato un lavoro di quasi un anno tramite una commissione ad hoc. Il risultato di questo impegno è un documento inviato a tutti i gruppi parlamentari, che mira a promuovere misure efficaci per migliorare la sicurezza stradale per i ciclisti. Queste iniziative sono state motivate dai dati allarmanti forniti dall’Istat, che riportano oltre 164mila incidenti stradali coinvolgenti ciclisti tra il 2014 e il 2023. Di questi, più di 3.000 hanno avuto esito fatale, mentre nel solo 2023 sono stati registrati oltre 150.000 feriti, con più di 17.000 casi gravi.

Il presidente della Federciclismo, Cordiano Dagnoni, ha sottolineato l’importanza di questo lavoro, definendolo “doveroso” da parte della federazione. Dagnoni ha affermato che l’obiettivo finale è “aumentare la cultura dell’utilizzo della bici e l’educazione sulle strade”, ispirandosi a paesi più evoluti come quelli del nord Europa. Questa visione si riflette nella proposta di creare carreggiate dedicate e una viabilità specifica per i ciclisti.

I punti chiave del documento

Il documento elaborato dalla Federciclismo si articola in cinque punti chiave, coprendo vari aspetti legati ai velocipedi e alle disposizioni relative alla circolazione e alla modifica del codice della strada. Tra le proposte più significative, emergono:

  1. Obbligo di utilizzare luci anteriori e posteriori sempre accese durante il giorno e fisse dalle 18:30 fino all’alba, per garantire una maggiore visibilità dei ciclisti.
  2. Obbligo del casco: Dagnoni ha enfatizzato l’importanza di lavorare sulla cultura del casco per la tutela della salute e della vita. Il casco diventerebbe obbligatorio per i ciclisti fino a 14 anni sulle piste ciclabili e per tutti quelli sopra i 15 anni sulle strade aperte al traffico.
  3. Divieti di sorpasso nelle zone a 30 km/h quando un ciclista si trova nella carreggiata opposta e quando non è possibile rispettare la distanza di sicurezza di 1,5 metri.

Promozione della sicurezza

La Federciclismo ha anche espresso il desiderio di promuovere la percorrenza parallela dei ciclisti sulle strade, per aumentarne la visibilità e la sicurezza. Inoltre, vi è la proposta di dotare i camion e i veicoli più lunghi di 5,5 metri di rilevatori laterali, posteriori e negli angoli morti, così come strumenti di protezione degli spigoli per evitare danni ai ciclisti in caso di collisioni.

Queste proposte non sono solo un segno di attenzione verso la sicurezza dei ciclisti, ma anche un tentativo di adattare le normative italiane a standard più elevati, simili a quelli osservati in altri paesi europei. Nei Paesi Bassi e in Danimarca, la cultura della bicicletta è radicata, supportata da infrastrutture dedicate e da politiche pubbliche che incoraggiano l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano.

Un approccio inclusivo

Il documento della Federciclismo si inserisce in un contesto più ampio, che include anche un disegno di legge presentato nel luglio 2023 dall’onorevole Roberto Pella. Tuttavia, come sottolinea Dagnoni, l’obiettivo non è quello di contrapporsi alle iniziative legislative già in corso, ma piuttosto di offrire un contributo che rappresenti l’intero mondo ciclistico. “Abbiamo milioni di praticanti ai quali dobbiamo dare risposte”, ha affermato Dagnoni, evidenziando l’importanza di un approccio inclusivo che tenga conto delle esigenze di tutti i ciclisti, non solo di quelli agonisti.

La Federciclismo si è impegnata a continuare il dialogo con le istituzioni e a lavorare affinché queste proposte vengano accolte e implementate. La speranza è che queste idee possano essere approvate in tempi brevi e che possano contribuire a un cambiamento significativo nel panorama della sicurezza stradale in Italia.

In un momento in cui l’uso della bicicletta sta crescendo, sia per motivi di salute che per l’attenzione all’ambiente, è fondamentale che le infrastrutture e le normative si adattino a questa nuova realtà, garantendo la sicurezza di tutti gli utenti della strada. Con il supporto della Federciclismo e l’impegno di tutti i ciclisti, si può costruire un futuro più sicuro e sostenibile per la mobilità ciclistica in Italia.

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