In un contesto calcistico sempre più attento all’etica e alla correttezza, il tema delle sceneggiate e delle simulazioni è diventato cruciale. Durante un recente incontro di “Open Var”, il programma di Dazn che coinvolge la Figc, l’Aia e la Lega Serie A, Andrea De Marco, responsabile dei rapporti istituzionali della Serie A e B, ha messo in luce la gravità di questo fenomeno. “In queste domeniche tanti calciatori di tutte le squadre cercano un vantaggio con delle sceneggiate. C’è chi si tocca la faccia se viene sfiorato sul petto…”, ha affermato De Marco, riferendosi a episodi controversi come quello del match Inter-Juve, che ha visto protagonisti Kalulu e Bastoni.
La tecnologia al servizio del gioco
L’argomento delle simulazioni è particolarmente rilevante in un’epoca in cui le nuove tecnologie, come il Var, dovrebbero garantire un gioco più equo. Tuttavia, De Marco ha evidenziato che, nonostante gli sforzi, combattere contro questi comportamenti non è semplice. “Da inizio campionato lo vediamo e Rocchi ha chiesto la collaborazione di tutti per evitare scene del genere. Come arbitri cerchiamo di punire il più possibile comportamenti così, ma non è facile vedere tutto dal campo”, ha dichiarato.
L’importanza dei modelli per i giovani
La questione delle simulazioni non coinvolge solo i calciatori e gli arbitri, ma anche i tifosi, in particolare i più giovani. “Questi giocatori sono degli idoli per tanti ragazzini che poi li imitano. Deve esserci una forma di rispetto per tutti: arbitri, avversari e tifosi”, ha aggiunto De Marco. Questo aspetto è fondamentale, poiché sottolinea il ruolo dei calciatori come modelli per le nuove generazioni. La responsabilità etica di comportarsi in modo corretto e sportivo non è solo una questione di fair play, ma anche di educazione e di valori da trasmettere.
Il protocollo Var e le ammonizioni
Un altro tema centrale del dibattito è il protocollo Var, in particolare per quanto riguarda la gestione delle ammonizioni. De Marco ha menzionato l’impossibilità di intervenire da parte del Var per il secondo giallo a Kalulu, evidenziando che “di questo protocollo sulla seconda ammonizione se ne parla da tempo, proprio per sanare una situazione come questa”. La FIFA, attraverso l’Ifab, si riunisce periodicamente per valutare e aggiornare le regole del gioco, e De Marco spera che “dal prossimo mondiale si possa sanare il protocollo che penalizza una squadra in modo eccessivo”.
La discussione sull’uso del Var e sul suo impatto sulle decisioni arbitrali è uno dei temi più accesi nel calcio contemporaneo. Mentre molti sostengono che l’uso della tecnologia possa migliorare la trasparenza e la correttezza delle decisioni, ci sono anche preoccupazioni riguardo alla sua applicazione. Gli arbitri si trovano spesso a dover prendere decisioni difficili in tempo reale, e il Var, pur essendo uno strumento utile, non è esente da critiche.
Collaborazione per un gioco più pulito
De Marco ha anche sottolineato l’importanza della collaborazione tra arbitri, calciatori e dirigenti per affrontare efficacemente il problema delle simulazioni. La responsabilità non deve ricadere solo sugli arbitri, ma deve essere un impegno comune. “Serve la collaborazione di tutti”, ha ribadito, rimarcando che il rispetto reciproco è fondamentale per mantenere l’integrità del gioco.
In questo contesto, è interessante notare come i campionati europei stiano affrontando il problema delle simulazioni. Ad esempio, in Premier League, sono state introdotte sanzioni più severe per i giocatori che simulano falli, mentre in altri campionati si cerca di educare i giocatori attraverso campagne di sensibilizzazione. L’Italia, con la sua tradizione calcistica e il suo fervente tifo, deve trovare un equilibrio tra il mantenimento delle sue tradizioni e l’adattamento alle nuove sfide.
La lotta contro le simulazioni e le sceneggiate è un percorso lungo e complesso, ma è fondamentale per il futuro del calcio. De Marco ha concluso il suo intervento con un appello alla responsabilità collettiva, sottolineando che ogni attore coinvolto nel mondo del calcio ha un ruolo da svolgere per garantire un gioco più pulito e rispettoso. Questo non solo aiuterà a preservare la bellezza del gioco, ma contribuirà anche a formare una nuova generazione di calciatori e tifosi più consapevoli e rispettosi.
