Zappi bocciato: la corte d’appello Figc conferma la squalifica di 13 mesi

Zappi bocciato: la corte d'appello Figc conferma la squalifica di 13 mesi

Zappi bocciato: la corte d'appello Figc conferma la squalifica di 13 mesi - ©ANSA Photo

Luca Baldini

19 Febbraio 2026

La recente sentenza della Corte federale d’appello della Figc ha suscitato un ampio dibattito nel mondo del calcio italiano, respingendo il ricorso di Antonio Zappi, presidente dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA). La decisione conferma la squalifica di 13 mesi inflitta a Zappi per comportamenti ritenuti inadeguati, in particolare per le pressioni esercitate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e Serie D. Questo episodio mette in luce le problematiche legate all’integrità e alla governance del calcio nazionale.

La squalifica di Zappi e le sue conseguenze

La squalifica di Zappi è il risultato di un’inchiesta che ha coinvolto vari funzionari del calcio italiano. Le accuse si concentrano su tentativi di influenzare le decisioni arbitrali e le nomine degli arbitri nelle categorie inferiori. Tali comportamenti sono considerati inaccettabili e contrari ai principi di imparzialità e correttezza nel mondo del calcio.

In aggiunta a Zappi, anche Emanuele Marchesi, membro del Comitato Nazionale, ha visto respinto il proprio ricorso, ricevendo una squalifica di due mesi per reati simili. Questo evidenzia un clima di tensione e irregolarità che ha colpito non solo i vertici arbitrali, ma l’intero sistema calcistico.

Implicazioni per l’arbitraggio e la governance del calcio

Con la conferma della squalifica, Zappi è costretto a dimettersi dalla sua carica, sollevando interrogativi sul ruolo cruciale degli arbitri nel mantenere l’integrità del gioco. Gli arbitri sono fondamentali per garantire che le regole siano rispettate e che le partite si svolgano in modo equo. La loro imparzialità è essenziale per la credibilità del calcio e per il rispetto da parte di tifosi, giocatori e dirigenti.

In passato, il calcio italiano ha affrontato polemiche e scandali legati all’influenza sui vertici arbitrali, ma il caso di Zappi è particolarmente significativo poiché coinvolge direttamente la leadership dell’AIA. In un contesto in cui la fiducia nel sistema calcistico è già fragile, queste sentenze aumentano le preoccupazioni tra i tifosi e gli addetti ai lavori.

La necessità di riforme e trasparenza

La vicenda di Zappi e Marchesi ha acceso un riflettore sulle dinamiche interne dell’AIA e sulla necessità di una maggiore formazione e informazione per gli arbitri. È fondamentale che i dirigenti comprendano l’importanza di mantenere la separazione tra le loro funzioni e le pressioni esterne. Solo attraverso un sistema trasparente e responsabile sarà possibile ripristinare la fiducia nel calcio italiano.

Inoltre, la squalifica di Zappi segna l’inizio di una fase di transizione per l’AIA, che dovrà nominare un nuovo presidente e ristrutturare il comitato direttivo. È cruciale che le istituzioni calcistiche reagiscano in modo deciso per garantire che tali episodi non si ripetano mai più.

In conclusione, la decisione della Corte d’appello rappresenta un passo importante per il calcio italiano, che deve affrontare le sfide legate all’integrità e alla trasparenza. La reazione della Figc e delle istituzioni sarà cruciale per determinare il futuro dell’arbitraggio e per garantire che il calcio possa tornare a essere un esempio di correttezza e rispetto.

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