Il tema della legalità è al centro della quinta puntata di “Speak Out! Il calcio racconta”, una webserie realizzata dalla FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) per evidenziare il valore sociale del calcio. In questo episodio, l’attenzione si concentra su due esperienze significative di Calciosociale, attive nei quartieri di Corviale e Montespaccato, che dimostrano come il calcio possa diventare un potente strumento di riscatto sociale, capace di rompere le catene della criminalità.
Massimo Vallati, fondatore del progetto “Calciosociale” a Corviale, e Massimiliano Monnanni, presidente di “Asilo Savoia” a Montespaccato, sono i protagonisti di questa puntata. Entrambi hanno condiviso le loro esperienze e il loro impegno per restituire ai ragazzi dei loro quartieri un’opportunità di crescita attraverso il calcio. Le loro storie raccontano di come questo sport possa servire da catalizzatore per il cambiamento, creando spazi di socialità e legalità.
il potere del calcio nella comunità
A Montespaccato, un impianto di gioco è stato sequestrato alla criminalità organizzata e restituito ai giovani del quartiere. Questo gesto rappresenta non solo un atto di giustizia, ma anche un forte segnale di speranza. Attraverso il calcio, i ragazzi possono:
- Costruire relazioni
- Sviluppare competenze
- Sentirsi parte di una comunità
La restituzione del campo è diventata un simbolo di resistenza contro la malavita, trasformando un luogo di paura in un presidio di legalità e socialità.
Analogamente, al “Campo dei Miracoli” di Corviale si pratica calcio in una dimensione profondamente comunitaria dal 2009. Qui, il pallone non è solo un oggetto con cui giocare, ma un mezzo per unire le persone e combattere l’emarginazione. Le attività proposte al campo vanno oltre il semplice sport: si organizzano eventi, tornei e iniziative che coinvolgono famiglie e abitanti del quartiere, creando un senso di appartenenza e orgoglio.
il ruolo delle istituzioni
Queste esperienze sono emblematiche di come si possa strappare il territorio dalle mani della malavita attraverso iniziative che pongono al centro il benessere dei giovani. Il calcio diventa, quindi, un linguaggio universale che parla di inclusione, collaborazione e legalità. In un contesto difficile come quello delle periferie romane, progetti come “Calciosociale” e “Asilo Savoia” si propongono di costruire un futuro più luminoso per i ragazzi, dimostrando che il cambiamento è possibile.
Il dialogo tra sport e legalità si inserisce in un quadro più ampio, in cui le istituzioni, come la FIGC, svolgono un ruolo fondamentale. La federazione non si limita a promuovere il calcio come semplice attività sportiva, ma lo inserisce in un contesto sociale più ampio, riconoscendo il suo potenziale educativo e formativo. In questo senso, l’impegno della FIGC rappresenta un esempio di come le istituzioni possano farsi carico delle problematiche sociali, utilizzando il calcio come strumento di sviluppo e integrazione.
la trasformazione attraverso il calcio
Il racconto di Vallati e Monnanni è anche un invito a riflettere sulla capacità di trasformazione che il calcio ha nei quartieri più difficili. Le esperienze positive di Corviale e Montespaccato dimostrano che è possibile creare modelli di intervento che mettano al centro i giovani, offrendo loro opportunità di crescita e sviluppo personale. Non si tratta solo di praticare uno sport, ma di costruire una comunità solida, basata su valori di rispetto, solidarietà e legalità.
In un’epoca in cui la criminalità organizzata tenta di infiltrarsi nei tessuti sociali delle periferie, iniziative come queste diventano ancora più cruciali. Il calcio, quindi, si trasforma in un’arma potente per combattere l’ingiustizia e l’emarginazione, creando un futuro in cui i diritti di tutti possano essere finalmente rispettati. La sfida è grande, ma le esperienze di Corviale e Montespaccato dimostrano che, un passo alla volta, si possono raggiungere risultati significativi.
La webserie “Speak Out!” si pone proprio l’obiettivo di far emergere queste storie, di dare voce a chi lavora ogni giorno per migliorare le proprie comunità attraverso il calcio e di ispirare altri a intraprendere percorsi simili. La legalità è un diritto di tutti e, attraverso il racconto di queste esperienze, la FIGC si impegna a diffondere un messaggio di speranza e cambiamento, sottolineando l’importanza di una cultura sportiva che vada oltre il mero risultato agonistico.
Questa puntata di “Speak Out!” rappresenta, quindi, non solo un approfondimento su temi di grande attualità, ma anche un invito a riflettere sul potere trasformativo del calcio nelle vite di tanti giovani. Con la speranza che sempre più progetti simili possano nascere e prosperare nei nostri quartieri, il calcio si conferma come una forza capace di unire e di costruire un futuro migliore.
