Ultras Torino in rivolta: la Maratona si svolge senza striscioni

Ultras Torino in rivolta: la Maratona si svolge senza striscioni

Ultras Torino in rivolta: la Maratona si svolge senza striscioni - ©ANSA Photo

Stefano Cerulli

1 Febbraio 2026

Il clima che si respira allo stadio Olimpico Grande Torino è decisamente surreale in occasione della sfida tra il Torino e il Lecce. In un contesto che normalmente dovrebbe essere caratterizzato da passione e tifo, oggi la curva Maratona, il cuore pulsante del tifo granata, si presenta deserta, priva di striscioni e bandiere. Gli ultras hanno infatti messo in atto una protesta clamorosa: hanno deciso di scioperare e, a pochi minuti dal calcio d’inizio, hanno scelto di rimanere all’esterno dello stadio, lasciando il settore quasi completamente vuoto.

Questa protesta non è casuale, ma nasce da una serie di malcontenti che hanno accumulato negli ultimi tempi. I tifosi hanno manifestato insoddisfazione per la gestione della società e le recenti performance della squadra, che hanno sollevato molteplici interrogativi sulla direzione intrapresa. La squadra granata, infatti, è reduce da quattro sconfitte consecutive, culminate con un pesante 6-0 subito a Como. Gli ultras, da sempre attenti ai destini del Torino, hanno voluto far sentire la loro voce, sottolineando una disaffezione crescente nei confronti della dirigenza e del progetto tecnico.

La pressione sul tecnico e la squadra

Nel frattempo, mentre i tifosi del Lecce, circa 1500, riempiono il loro settore con cori e bandiere, la squadra granata è chiamata a una prova di carattere. Per il tecnico Ivan Baroni, quella contro il Lecce è una sfida delicata, un crocevia importante per il suo futuro sulla panchina granata. I giocatori, tra cui Vlasic, sono consapevoli della necessità di risollevarsi da una situazione difficile. La pressione è alta e la partita di oggi potrebbe avere ripercussioni significative sul prosieguo della stagione.

Nuovi innesti in campo

Baroni, per cercare di invertire la rotta, ha scelto di dare spazio a nuovi innesti. Tra questi, spicca il nome di Marianucci, arrivato a Torino solo poche ore prima della partita e già lanciato titolare. La decisione di schierarlo in un incontro così importante testimonia l’urgenza di trovare nuove soluzioni e freschezza in un gruppo che sembra aver perso fiducia. Accanto a lui, l’allenatore ha deciso di schierare il duo d’attacco composto da Zapata e Simeone, puntando su un mix di esperienza e potenza offensiva.

Un momento di transizione per il Torino

Il contesto in cui si svolge questa partita è emblematico di un momento di transizione per il Torino. La società, dopo anni di tentativi di risalita e di consolidamento in Serie A, si trova ora a fronteggiare una crisi di risultati e di identità. La protesta degli ultras è dunque un campanello d’allarme per la dirigenza, che deve necessariamente riflettere su come rilanciare la squadra e riconciliare il rapporto con una tifoseria sempre più delusa.

Nonostante l’assenza di striscioni e il silenzio della curva, il supporto dei tifosi del Lecce è palpabile, con cori che risuonano forti nello stadio. Questo clima di tensione e di divisione riflette non solo le difficoltà del Torino, ma anche la passione che il calcio suscita, capace di mettere in luce le emozioni più profonde dei suoi seguaci. In questo contesto, ogni azione, ogni decisione presa dalla squadra e dalla dirigenza avrà un peso specifico, influenzando non solo il presente ma anche il futuro del club.

In campo, il Torino dovrà cercare di rispondere alle aspettative di un pubblico che, sebbene assente, continua a seguire con attenzione le sorti della squadra. La partita contro il Lecce rappresenta quindi un’importante opportunità per dimostrare che, nonostante le difficoltà, il gruppo è unito e pronto a combattere per il proprio onore e per quello dei tifosi.

La presenza di Marianucci e la scelta di Baroni di puntare sui giovani possono essere la chiave per una rinascita, ma è fondamentale che i giocatori riescano a trasmettere sul campo la determinazione e la grinta che i tifosi si aspettano. Con la curva Maratona in silenzio, il Torino avrà l’occasione di dimostrare di poter rialzarsi e riprendere il cammino verso risultati migliori, rispondendo così anche alle legittime aspettative di chi, da sempre, sostiene la squadra con passione e dedizione.

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