Sudafrica batte l’Italia 29-24 e elimina le azzurre dai Mondiali di rugby femminile

Sudafrica batte l'Italia 29-24 e elimina le azzurre dai Mondiali di rugby femminile

Sudafrica batte l'Italia 29-24 e elimina le azzurre dai Mondiali di rugby femminile - ©ANSA Photo

Luca Baldini

31 Agosto 2025

Il palcoscenico dei Mondiali di rugby femminile ha visto un incontro emozionante e drammatico tra Sudafrica e Italia, disputatosi a York. Questo match ha portato a un epilogo amaro per le azzurre, eliminate dalla competizione. Le Springboks Women hanno trionfato con un punteggio di 29-24, consolidando il loro percorso verso i quarti di finale con un turno di anticipo. Questo risultato segna la seconda vittoria consecutiva per il Sudafrica, che aveva già battuto il Brasile, e condanna l’Italia a una situazione di difficoltà, dopo una sconfitta preoccupante contro la Francia nella prima giornata.

Il match e le sue dinamiche

Il match, che rientra nella seconda giornata del girone D, ha evidenziato la potenza fisica delle avversarie, in particolare nel primo tempo. Il Sudafrica ha mostrato una superiorità nettamente evidente, accumulando un vantaggio massimo di 17-7 prima dell’intervallo. Questo gap si è rivelato cruciale, costringendo l’Italia a inseguire fin dal primo tempo.

Nella ripresa, la squadra italiana, guidata dal ct Andrea Roselli, ha mostrato segnali di miglioramento, riuscendo a rimanere competitiva e a ridurre il distacco. L’Italia ha avuto l’opportunità di pareggiare il punteggio per ben due volte, ma non è riuscita a convertire le occasioni in punti decisivi. Nonostante la sconfitta, le azzurre hanno messo a segno quattro mete, con le giocatrici Ostuni Minuzzi, Vecchini, Sgorbini e Seye che hanno brillato nel momento cruciale. Le trasformazioni di Sillari e Rigoni hanno aggiunto ulteriore valore ai punti conquistati, ma non sono stati sufficienti a ribaltare le sorti del match.

Le sfide future per l’Italia

Le difficoltà dell’Italia non si limitano solo a questo incontro, poiché il percorso verso il Mondiale è stato segnato da una serie di ostacoli. La sconfitta contro la Francia ha rappresentato un campanello d’allarme, evidenziando le lacune da colmare e il gap da ridurre con le squadre di vertice. Ora, con la matematica che sancisce l’eliminazione, l’ultima partita del girone contro il Brasile, prevista per il 7 settembre, avrà un significato principalmente simbolico.

  1. Chiudere il torneo con dignità: Sarà una chance per le azzurre di evitare un “cappotto” di sconfitte.
  2. Riflessione e crescita: Un’opportunità per analizzare ciò che non ha funzionato e lavorare su miglioramenti futuri.

L’analisi del match ha messo in luce vari aspetti da considerare per il futuro del rugby femminile italiano. La differenza di fisicità e esperienza tra le due squadre è stata evidente, sollevando interrogativi sulle strategie di sviluppo del rugby femminile in Italia. Maggiore attenzione alla formazione giovanile e l’incremento delle opportunità di competizione a livello internazionale potrebbero aiutare a colmare il divario con le nazioni più avanzate.

L’importanza del supporto e della visibilità

Il supporto delle istituzioni e degli sponsor è fondamentale per garantire che le atlete italiane possano competere a livelli più alti. Investire nel rugby femminile non solo aiuta a migliorare le performance in campo, ma promuove anche un messaggio di uguaglianza e empowerment per le giovani atlete italiane.

Il rugby femminile sta crescendo a livello globale, con un numero crescente di fan e praticanti, e l’Italia deve fare la sua parte per non rimanere indietro. Gli sforzi per aumentare la visibilità e il sostegno a questo sport sono essenziali se si desidera costruire una squadra competitiva in futuro.

Mentre il Sudafrica avanza nel torneo, l’Italia deve ora concentrarsi su come ricostruire e ripartire. Il match contro il Brasile non sarà solo un’opportunità per chiudere con una vittoria, ma anche un momento di introspezione per analizzare le lezioni apprese e prepararsi per le sfide future. La strada è lunga, ma con determinazione e il giusto supporto, il rugby femminile italiano può tornare a brillare.

Change privacy settings
×