Solomon alla Fiorentina: scoppia la polemica!

Solomon alla Fiorentina: scoppia la polemica!

Solomon alla Fiorentina: scoppia la polemica! - ©ANSA Photo

Luisa Marcelli

2 Gennaio 2026

L’arrivo di Manor Solomon, calciatore israeliano, alla Fiorentina ha scatenato un acceso dibattito, non solo per le aspettative sportive legate al suo ingaggio, ma anche per le forti implicazioni politiche che ne derivano. La Fiorentina, attualmente impegnata a evitare la retrocessione in Serie B, ha accolto il nuovo acquisto in un clima di tensione, specialmente considerando le recenti crisi in Medio Oriente e le forti posizioni politiche che caratterizzano la città di Firenze.

la polemica sull’ingaggio di solomon

Solomon, noto per i suoi messaggi a sostegno di Israele durante la crisi di Gaza, ha firmato il contratto con il club viola mentre affrontava le visite mediche. Tuttavia, la sua accoglienza è subito diventata controversa. Jacopo Madau, segretario provinciale di Sinistra Italiana e assessore alla cultura a Sesto Fiorentino, ha espresso la sua opposizione all’arrivo del calciatore con un post su Facebook, dichiarando: “Non sei il benvenuto a Firenze”. Madau ha allegato una foto di Solomon e ha continuato ad affermare che chi sostiene le politiche del governo israeliano non può rappresentare la città e la Fiorentina.

Questa posizione ha suscitato immediatamente una serie di reazioni, con circa un centinaio di commenti che variavano dal sostegno a Madau alla richiesta di separare lo sport dalla politica. La questione ha toccato un nervo scoperto, evidenziando le divisioni che esistono in Italia riguardo al conflitto israelo-palestinese, e in particolare a Firenze, dove alcuni gruppi hanno storicamente manifestato il loro sostegno per la causa palestinese.

le argomentazioni tecniche e le reazioni politiche

Madau ha giustificato la sua posizione anche con argomentazioni tecnico-calcistiche, sottolineando che Solomon, nella stagione 2025/2026, ha giocato solo 146 minuti su oltre 2000 disponibili, suggerendo che la sua reale utilità per la squadra fosse limitata. Tuttavia, questo argomento non ha placato le polemiche, che si sono amplificate ulteriormente quando Marco Carrai, console di Israele, ha definito le parole di Madau “gravissime”, sottolineando che Firenze ha valori universali che vanno oltre queste affermazioni, paragonandole a un linguaggio di odio.

A questa ondata di critiche si sono uniti anche esponenti di Fratelli d’Italia, come Alessandro Draghi e Stefano Mengato, che hanno difeso Solomon affermando che essere cittadini israeliani non è una colpa. Hanno dichiarato: “Che colpa potrà avere un ragazzo di 26 anni sul genocidio a Gaza?”, evidenziando come la guerra tenda a dividere mentre lo sport unisce. Anche il politico di Italia Viva, Casini, ha sostenuto che dire a Solomon “non sei benvenuto” rappresenti una forma di discriminazione, soprattutto in un momento così delicato.

la reazione della tifoseria e le implicazioni future

La tifoseria viola, nel frattempo, è rimasta per lo più in silenzio, concentrata sulla crisi sportiva della squadra e poco incline a fomentare ulteriori polemiche. Il club, sotto la gestione di Rocco Commisso, deve affrontare il rischio concreto di retrocessione, e la presenza di Solomon potrebbe rappresentare una boccata d’ossigeno per le ambizioni della squadra. Al Viola Park, Solomon ha ricevuto un caloroso benvenuto da parte di compagni come De Gea e Dodò, che sperano che il suo talento possa contribuire a risollevare le sorti della Fiorentina.

Il trasferimento di Solomon, che interrompe un prestito al Villarreal, è avvenuto dopo che parte della tifoseria spagnola aveva criticato le sue posizioni pro-Israele sui social media, esponendo bandiere palestinesi durante le manifestazioni. A Firenze, il calciatore ha firmato un contratto fino a giugno, con l’opzione di un rinnovo per altri quattro anni se il club deciderà di esercitare il riscatto dal Tottenham per circa 10 milioni di euro.

In conclusione, questo ingaggio non è solo una questione sportiva, ma si inserisce in un contesto politico e sociale molto complesso. La Fiorentina e la città di Firenze, con la loro storia e le loro tradizioni, si trovano al centro di una polemica che tocca corde sensibili. La presenza di Solomon potrebbe diventare un simbolo di unità o di divisione, a seconda di come le parti interessate gestiranno la situazione nei prossimi mesi. La squadra, i tifosi e i dirigenti dovranno affrontare non solo la sfida sportiva, ma anche le implicazioni sociali e politiche che il calciatore porta con sé.

Change privacy settings
×