“Sinner ha rischiato grosso”: la sentenza spiazza tutti

Arriva la sentenza che sorprende i tifosi e gli appassionati di tennis: rischio enorme per Jannik Sinner, ecco cosa poteva succedere.

Tiene ancora banco nel mondo del tennis la polemica per il ritiro improvviso di Jannik Sinner a Parigi-Bercy. Il numero quattro al mondo ha deciso di dare forfait al match di ottavi di finale contro l’australiano De Minaur dopo aver terminato solo a notte inoltrata la sua partita di secondo turno con McDonald.

Rischio infortunio per Sinner
Sinner, arriva l’annuncio: ecco cosa ha rischiato (Ansa) – Wigglesport.it

 

Una decisione che ha sollevato, ovviamente, un mare di polemiche, considerando l’importanza ormai assunta dal campione azzurro. Se qualcuno ha puntato il dito contro di lui, accusandolo di essersi ribellato alle regole, in molti, soprattutto tra i giocatori e gli addetti ai lavori, si sono schierati invece al suo fianco. E anzi c’è chi ritiene che scendere in campo sarebbe stato per Jannik un grandissimo rischio.

Ha provato a spiegarlo lo stesso tennista altoatesino, sottolineando come, tra una cosa e l’altra, dopo il match con McDonald non è riuscito a mettersi a letto prima delle 4.30-5, e che quindi avrebbe avuto circa 12 ore per recuperare prima dell’incontro con De Minaur (fissato alle ore 17). Troppo poche per un atleta professionista.

E a dare manforte al suo parere sono arrivate nelle ultime ore anche le parole di Damiano Fiorucci, preparatore di un altro dei più importanti tennisti azzurri di questo periodo, Lorenzo Musetti. Dal suo punto di vista la scelta di Sinner è stata corretta e inevitabile, perché accettando di scendere in campo avrebbe corso un rischio pazzesco, addirittura folle a pochi giorni dall’inizio delle Finals di Torino e dall’appuntamento in Davis a Malaga.

Sinner ha rischiato grosso: cosa sarebbe successo se fosse sceso in campo a Parigi-Bercy

Non si può pensare che, terminata una partita, i giocatori possano andare subito a letto. Come riportato da Fanpage.it, Fiorucci ha spiegato che esiste una routine da applicare alla fine di un incontro, e non riguarda solo interviste e impegni di altro tipo, ma anche massaggi e tecniche per incentivare il rilassamento e scaricare l’adrenalina, che non va di certo via in un batter d’occhio.

Prima di scendere in campo, poi, un atleta deve inoltre badare non solo alla propria alimentazione, ma anche all’attivazione mentale, per poter arrivare all’appuntamento con la giusta concentrazione. E queste fasi di preparazione richiedono il giusto tempo. Tempo che, nel caso di Sinner, non ci sarebbe concretamente stato.

Ritiro Sinner a Parigi
Perché Sinner ha fatto bene a ritirarsi a Parigi-Bercy (Ansa) – Wigglesport.it

 

Accettare quindi di scendere in campo contro De Minaur con poche ore di recupero, senza potersi concedere il giusto sonno e senza poter badare a tutti gli aspetti di warm up necessari per poter gestire il proprio fisico e le proprie energie, avrebbe quindi aumentato in maniera esponenziale il rischio infortuni.

In questi casi il rischio è maggiore“, ha sentenziato Fiorucci, aggiungendo: “È difficile riuscire a eliminare in così poco tempo le tossine accumulate dopo uno stress psicofisico. Il recupero a livello muscolare e articolare in un tempo così stretto è impossibile“.

Per questo motivo la decisione presa dal tennista altoatesino e dal suo team è stata, dal punto di vista del preparatore di Musetti, inappuntabile, quasi obbligata. Con buona pace di sponsor e televisioni che, per mere questioni di programmazione (e fondamentalmente di denaro) nel tennis moderno mettono sempre più in secondo piano la salute dei giocatori.

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