Sinner e il mistero del quinto set: cosa dicono davvero i numeri?

Sinner e il mistero del quinto set: cosa dicono davvero i numeri?

Sinner e il mistero del quinto set: cosa dicono davvero i numeri? - ©ANSA Photo

Luca Baldini

31 Gennaio 2026

Il giorno dopo la semifinale persa da Jannik Sinner contro Novak Djokovic, il rumore del pubblico si attenua e restano solo pensieri e riflessioni. Rivedere la partita con calma e analizzarla attraverso le statistiche offre una prospettiva più chiara, ma anche scomoda. La sconfitta non può essere ricondotta esclusivamente a una presunta difficoltà fisica dell’azzurro; i numeri parlano chiaro e Sinner stesso ha affermato che la sua condizione era buona.

La statistica che non mente

Il primo dato da considerare è che Sinner ha mostrato una certa vulnerabilità quando le partite si allungano, specialmente nel quinto set. Fino ad oggi, il giovane talento altoatesino ha un bilancio negativo in partite che superano le 3 ore e 50 minuti, con nove sconfitte in questo tipo di match. Quando la partita arriva al quinto set, il suo record è di 6 vittorie e 11 sconfitte, un modesto 35% di successi. La situazione è ancora più allarmante se si guarda al suo recente periodo di forma; dopo la vittoria agli Us Open 2023, Sinner ha vinto solo un match al quinto set, contro Daniil Medvedev a Melbourne nel 2024, portando il suo score a 1 vittoria su 4 (25%).

In confronto, i numeri dei suoi rivali parlano di un’inefficienza ben diversa:

  1. Novak Djokovic: 41 vittorie e 11 sconfitte al quinto set, con una percentuale di successi del 78,85%.
  2. Carlos Alcaraz: 15 vittorie e una sola sconfitta, toccando una percentuale del 93,75%.

Questi numeri evidenziano un divario significativo tra Sinner e i suoi avversari più esperti, suggerendo che la questione non è solo fisica, ma anche mentale.

I numeri della semifinale

Analizzando i dettagli della partita Sinner-Djokovic, emergono statistiche che potrebbero far pensare a un esito diverso. Sinner ha messo a segno 26 ace, un record personale per lui in un incontro al meglio dei cinque set, e ha mantenuto un’ottima percentuale del 75% di prime palle in campo, contro il 70% del serbo. Ha vinto 152 punti contro i 140 di Djokovic e ha conquistato 55 punti in risposta, rispetto ai 36 dell’avversario. I vincenti sono stati 69 per Sinner contro 41 per Djokovic, mentre gli errori non forzati sono stati identici, 43 a testa. Questi dati suggeriscono che Sinner ha avuto il controllo del gioco, almeno in termini di prestazioni statistiche.

Tuttavia, il tennis è uno sport di dettagli e momenti chiave. La semifinale ha visto Sinner avere ben otto palle break nel quinto set, ma non è riuscito a convertire nessuna di esse. Se fosse riuscito a capitalizzare anche solo una di queste occasioni, potrebbe aver cambiato l’inerzia dell’incontro. Questo porta a riflettere sulla questione mentale, piuttosto che fisica. È chiaro che Sinner ha servito bene, si è mosso con agilità e ha mantenuto l’intensità fino all’ultimo scambio. La vera sfida, come ha sottolineato lui stesso nella conferenza stampa post-partita, è stata quella di affrontare un avversario esperto e abituato a questi momenti decisivi.

La pressione del momento

Sinner ha dichiarato che la sua condizione fisica era “buona” e che la stanchezza era normale dopo oltre quattro ore di competizione. Insistere sul fatto che Sinner fosse in difficoltà fisica significa distorcere la realtà e non rendere giustizia a quanto accaduto in campo. Dall’altra parte della rete c’era un Djokovic acclamato dal pubblico di Melbourne, pronto a superare ogni dissapore passato e a lottare per interrompere la crescente diarchia tra Alcaraz e Sinner, messa in discussione anche da altri giocatori come Alexander Zverev.

Djokovic è un campione che ha costruito la sua leggenda ribaltando partite che sembravano perse. Sa quando è il momento giusto per fare la mossa decisiva e, contro “questi ragazzi”, come li ha definiti, vincere è difficile, ma non impossibile. La sua esperienza e la capacità di mantenere la calma nei momenti critici lo hanno reso un avversario temibile per chiunque, e Sinner non è stato immune a questa pressione.

Un futuro da scrivere

Sinner, a soli 22 anni, è già uno dei nomi più importanti del tennis mondiale. Nonostante le difficoltà nei momenti cruciali, il suo talento e la sua determinazione sono innegabili. La sua carriera è ancora all’inizio e ci sono molte opportunità per migliorare e imparare. La questione del quinto set rimane un tema ricorrente nella sua carriera, ma ogni sfida è un’opportunità per crescere, sia come giocatore che come persona. Con il giusto approccio mentale e una maggiore esperienza, il futuro di Sinner nel tennis potrebbe riservare molte sorprese.

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