Scontri tra ultras e forze dell’ordine: il caos fuori dallo stadio di Udine

Scontri tra ultras e forze dell'ordine: il caos fuori dallo stadio di Udine

Scontri tra ultras e forze dell'ordine: il caos fuori dallo stadio di Udine - ©ANSA Photo

Luca Baldini

22 Novembre 2025

Nel corso della serata di ieri, al termine della partita di calcio tra Udinese e Bologna, si è verificato un episodio di violenza che ha coinvolto un gruppo di ultras bolognesi e le forze dell’ordine. Questo evento ha suscitato preoccupazione e indignazione, riportando alla ribalta il problema dell’ordine pubblico legato alle manifestazioni sportive in Italia.

Gli scontri tra ultras e forze dell’ordine

Secondo le prime ricostruzioni, circa 120 ultras del Bologna, dopo la conclusione del match, si sono rifiutati di risalire sui pullman che li avrebbero riportati a casa. La ragione del loro rifiuto risiedeva nel fatto che avevano appreso che la colonna di pullman sarebbe stata scortata dalle forze dell’ordine fino all’uscita della città. Questa prassi, sebbene comune per garantire la sicurezza, non era gradita ai tifosi.

Il rifiuto di obbedire agli ordini delle forze dell’ordine ha dato il via a scontri che si sono protratti per diversi minuti. I tifosi, secondo le testimonianze, avrebbero lanciato oggetti contro le forze dell’ordine, mentre questi ultimi tentavano di riportare la situazione sotto controllo. Nel corso degli scontri, cinque carabinieri e due poliziotti hanno riportato lievi contusioni e sono stati costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Fortunatamente, le loro condizioni non destano preoccupazione e sono stati dimessi dopo aver ricevuto le necessarie cure.

La violenza nel calcio italiano

Questi episodi di violenza non sono nuovi nel contesto del calcio italiano. Gli ultras, in particolare, sono spesso al centro di polemiche e controversie per il loro comportamento durante le partite e nei momenti che le precedono o le seguono. Le autorità, nel tentativo di mantenere l’ordine, hanno intensificato le misure di sicurezza in occasione di eventi sportivi, ma nonostante ciò, gli scontri tra tifoserie e forze dell’ordine continuano a verificarsi.

La partita di ieri, giocata allo stadio Friuli, si inserisce in un contesto di rivalità storica tra le due squadre, che ha spesso visto i tifosi impegnati in atteggiamenti provocatori e, in alcuni casi, violenti. L’Udinese, squadra di casa, ha cercato di mantenere un clima di sportività, ma la tensione tra i gruppi di tifosi è palpabile. La presenza degli ultras bolognesi, noti per la loro passione e il loro attaccamento alla squadra, ha ulteriormente alimentato il clima di tensione.

Indagini e misure di sicurezza

In risposta agli scontri, la questura di Udine ha avviato un’indagine per identificare i responsabili e valutare le misure di sicurezza da adottare in futuro. Non è la prima volta che episodi simili si verificano in Italia, dove il problema della violenza nel calcio è un tema di discussione costante. Le autorità si trovano spesso a dover bilanciare il diritto di tutti i tifosi di assistere alle partite con la necessità di garantire la sicurezza pubblica.

Negli ultimi anni, alcuni club hanno cercato di adottare strategie per ridurre gli episodi di violenza e promuovere un clima di sportività tra i tifosi. Tuttavia, la strada da percorrere è ancora lunga. L’episodio di Udine è un monito sul fatto che, nonostante gli sforzi delle istituzioni, il problema degli ultras violenti rimane una realtà difficile da affrontare.

È importante sottolineare che la grande maggioranza dei tifosi, sia a Bologna che in altre città italiane, desidera vivere le partite in modo pacifico, senza dover affrontare il rischio di violenze o scontri con le forze dell’ordine. La passione per il calcio è un elemento che unisce milioni di persone, ma le frange più estremiste continuano a compromettere l’immagine dello sport e a mettere a rischio la sicurezza di tutti.

Il ruolo dei social media

Un altro aspetto da considerare è il ruolo dei social media e delle comunicazioni digitali nel fomentare la violenza tra i gruppi di ultras. Le piattaforme online possono essere utilizzate per organizzare incontri, scambiarsi informazioni e persino incitare alla violenza. Le autorità stanno cercando di monitorare queste attività, ma il compito è complesso e richiede una cooperazione tra forze dell’ordine, club e tifosi stessi.

In questo contesto, diventa fondamentale avviare un dialogo costruttivo tra tutte le parti coinvolte, per trovare soluzioni efficaci e durature al problema della violenza nel calcio. Solo attraverso la collaborazione e la volontà di tutte le componenti del mondo calcistico sarà possibile sperare in un futuro in cui gli stadi siano luoghi di festa e di sportività, piuttosto che palcoscenici di scontri e violenze.

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