Maurizio Sarri, l’allenatore della Lazio, ha recentemente condiviso le sue riflessioni sui mesi trascorsi alla guida della squadra biancoceleste. In un’intervista esclusiva rilasciata nel format della Lega Serie A, in collaborazione con DAZN, Sarri ha dichiarato che i cinque mesi passati alla Lazio sono stati i più difficili della sua carriera. Nonostante le sfide, il tecnico ha trovato anche momenti di divertimento e soddisfazione, evidenziando la complessità del suo compito e l’intensità dell’esperienza.
Quando ha deciso di accettare la sfida di allenare la Lazio, Sarri sapeva che l’anno sarebbe stato complicato. Le aspettative attorno al club e le pressioni derivanti dai risultati hanno reso questi mesi un vero banco di prova per il suo approccio tattico e gestionale. Sarri ha sempre avuto un rapporto particolare con le sfide, e questa volta non è stato diverso. La sua carriera è costellata di momenti di tensione e difficoltà, ma ha sempre mostrato una resilienza che lo ha portato a ottenere risultati significativi, come dimostrato negli anni trascorsi al Napoli e al Chelsea, dove ha vinto l’Europa League.
La preferenza per una leadership chiara
Uno degli aspetti più interessanti dell’intervista è stata la sua opinione sui presidenti dei club. Sarri ha affermato che “è sempre meglio un presidente tosto che un fondo straniero”. Questa dichiarazione evidenzia la sua preferenza per una leadership chiara e presente, piuttosto che la gestione anonima di investimenti da parte di fondi esterni. Il tecnico sottolinea che la figura del presidente è fondamentale per la cultura di un club e per il suo funzionamento quotidiano. Nel corso della sua carriera, ha lavorato con presidenti forti e carismatici, riconoscendo che a volte una discussione diretta può essere più produttiva di un confronto con un’entità lontana e impersonale.
Obiettivi stagionali e crescita sostenibile
In merito agli obiettivi stagionali, Sarri ha espresso il desiderio di costruire una squadra solida, capace di competere ai massimi livelli. Ha dichiarato: “Sarebbe bello riuscire a creare una base di calciatori che, con due o tre innesti, possa farti arrivare a un livello superiore rispetto a quello dove siamo”. Questo approccio strategico è indicativo della sua visione a lungo termine per la Lazio, che punta non solo a risultati immediati, ma anche a una crescita sostenibile nel tempo.
La passione per il gioco e il futuro con la Lazio
Un altro elemento significativo emerso dall’intervista è la passione di Sarri per il gioco e la sua carriera. Ha affermato che, da quando ha intrapreso la professione di allenatore, non ha mai avuto la sensazione di “andare a lavorare”. Questo amore per il calcio è palpabile e si riflette nel suo modo di approcciare il gioco. Ricorda con nostalgia il periodo al Napoli, dove ha sviluppato un gioco “straordinario” e “divertente da vedere”, pur non avendo conquistato trofei. La bellezza del calcio, per Sarri, risiede nella capacità di esprimere idee e concetti attraverso il gioco, e questo è qualcosa che continua a cercare di riportare alla Lazio.
Infine, un pensiero toccante è stato dedicato alla sua visione di un futuro con la Lazio. Sarri ha espresso il desiderio di chiudere la sua carriera con il club, immaginando una scena in cui possa allenare la squadra in un nuovo stadio, il Flaminio, con il nome di Tommaso Maestrelli, una figura leggendaria del club romano. Questo sogno rappresenta non solo il suo attaccamento alla squadra, ma anche un auspicio per il futuro del club, che spera di riportare ai vertici del calcio italiano.
La Lazio, sotto la guida di Sarri, sta attraversando un periodo di transizione e crescita. Le sue parole offrono uno sguardo sincero sulle difficoltà e le speranze che accompagnano il lavoro di un allenatore nel calcio moderno. La sfida di costruire una nuova identità e un team competitivo è cruciale per il club, e Sarri sembra determinato a perseguire questo obiettivo con passione e impegno. Con un mix di esperienza e ambizione, Sarri è pronto a guidare la Lazio verso un futuro promettente, consapevole delle difficoltà ma anche delle opportunità che si presenteranno lungo il cammino.
