Riforma arbitri: il faccia a faccia tra Gravina e Rocchi

Riforma arbitri: il faccia a faccia tra Gravina e Rocchi

Riforma arbitri: il faccia a faccia tra Gravina e Rocchi - ©ANSA Photo

Luca Baldini

25 Febbraio 2026

Nella sede della Figc, in Via Allegri a Roma, si è svolto un incontro cruciale tra il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina, e il designatore degli arbitri, Gianluca Rocchi. La riunione ha avuto come tema centrale la riforma della classe arbitrale italiana, un argomento che negli ultimi anni ha suscitato un acceso dibattito tra addetti ai lavori e tifosi.

Il progetto di Gravina mira a dare vita a una struttura simile alla PGMOL (Professional Game Match Officials Limited) britannica, la quale gestisce in modo autonomo e professionale gli arbitri nel campionato inglese. L’idea è di costituire una società di diritto privato, interamente partecipata dalla Figc, che opererebbe in modo indipendente per garantire un elevato standard nel servizio arbitrale, in particolare per le categorie di Serie A e B. Questa iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di riforma del calcio italiano, volto a migliorare l’immagine e l’efficacia del sistema, che ha subito diverse critiche negli ultimi anni a causa di errori e controversie arbitrali.

la governance dell’associazione arbitrale

Presenti all’incontro, oltre a Gravina e Rocchi, anche Francesco Massini, vicepresidente dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA). Tuttavia, il presidente dell’AIA, Antonio Zappi, non ha potuto partecipare a causa di una squalifica di 13 mesi, una situazione che ha sollevato interrogativi sulla governance dell’associazione arbitrale in questo periodo di transizione. Nonostante l’assenza di Zappi, è evidente che la Figc sta cercando di portare avanti un dialogo costruttivo con l’AIA, con l’intento di rafforzare il professionismo tra gli arbitri.

la necessità di una riforma

Il tema della riforma arbitrale non è nuovo in Italia. Da anni si discute della necessità di aggiornare le procedure e le modalità di formazione degli arbitri. Il sistema attuale è spesso criticato per la sua rigidità e per la mancanza di opportunità per i giovani arbitri di emergere. La creazione di un ente autonomo potrebbe permettere di gestire le risorse e le opportunità in modo più efficace, favorendo una nuova generazione di arbitri che possa operare a livelli più alti e con maggiore sicurezza.

Negli ultimi anni, la questione degli arbitraggi è diventata sempre più centrale nel dibattito calcistico. Gli episodi controversi, come errori di valutazione su falli e rigori, hanno portato a polemiche infuocate, non solo tra tifosi e squadre, ma anche con i media. La VAR (Video Assistant Referee) ha introdotto una nuova dimensione nel gioco, ma ha anche generato confusione e controversie, in particolare riguardo al suo utilizzo e alle decisioni finali degli arbitri. In questo contesto, la proposta di Gravina di professionalizzare ulteriormente la classe arbitrale potrebbe rappresentare un passo importante verso una maggiore trasparenza e fiducia nel sistema.

il coinvolgimento delle leghe calcistiche

L’incontro di Roma segna solo il primo di una serie di colloqui che coinvolgeranno anche le leghe calcistiche, le quali saranno chiamate a esprimere le loro opinioni sulle modifiche proposte. Già nei giorni precedenti, le leghe erano state informate della bozza di riforma, segno che la Figc intende coinvolgere attivamente tutti gli stakeholder nel processo decisionale. L’obiettivo dichiarato è quello di implementare le riforme necessarie già dalla prossima stagione, in modo da garantire un campionato più giusto e competitivo.

Le aspettative attorno a questa riforma sono elevate. Molti auspicano che la creazione di un ente autonomo possa portare a una gestione più professionale degli arbitri, con un sistema di valutazione e formazione che possa garantire standard elevati in tutti i livelli del calcio italiano. Inoltre, l’idea di una maggiore autonomia potrebbe anche favorire l’adozione di nuove tecnologie e metodologie di lavoro, rendendo il mondo arbitrale più reattivo alle esigenze del gioco moderno.

In un periodo in cui il calcio italiano cerca di risollevarsi dopo anni di difficoltà e controversie, la riforma della classe arbitrale si presenta come un’opportunità per ripensare le basi su cui si fonda il nostro amato sport. La sfida è grande, ma le potenzialità di un cambiamento positivo sono tangibili. Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi e delle reazioni delle varie componenti del mondo calcistico italiano.

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