Il mondo dello sport e della letteratura si intrecciano in modi sorprendenti, portando alla luce storie di passione, sacrificio e dedizione. Nella quinta edizione del premio ‘Sandro Ciotti’, conferito dal Panathlon Club Milano ai migliori libri di sport pubblicati nel 2025, il capitano dell’Olimpia Milano, Giampaolo ‘Pippo’ Ricci, ha conquistato il primo posto con la sua autobiografia intitolata “Volevo essere Robin. Il mio viaggio fino a qui”. La cerimonia di premiazione si è svolta nella suggestiva Sala delle Colonne della Banca Popolare di Milano, un ambiente che ha accolto sportivi, dirigenti e appassionati di letteratura.
La celebrazione di valori sportivi
Tra gli illustri ospiti presenti, si sono distinti il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, e il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta. La loro partecipazione sottolinea l’importanza dell’evento, che celebra non solo la scrittura, ma anche i valori dello sport, l’impegno e la resilienza. Ricci, simbolo di dedizione e crescita personale, ha condiviso il suo viaggio, dalle fragilità adolescenziali fino all’affermazione nel basket di vertice.
La scelta del titolo della sua autobiografia, “Volevo essere Robin”, riflette la sua ispirazione alla figura di Robin Hood, un eroe che lotta per i più deboli. Ricci ha commentato: “Non mi aspettavo di vincere tra i 44 libri in gara, ma la figura di Robin mi è sempre piaciuta perché ho scoperto che, sia nel basket sia nella vita, non c’è bisogno solo di chi è protagonista, ma anche di chi sta un gradino indietro e lavora dietro le quinte”. Queste parole rivelano un profondo senso di umiltà e il riconoscimento dell’importanza del lavoro di squadra, valori fondamentali non solo nello sport, ma anche nella vita quotidiana.
I premiati del premio ‘Ciotti’
Il premio ‘Ciotti’ non si è limitato a riconoscere solo Ricci. Al secondo posto si è classificato “Vertical. Il romanzo di Gigi Riva” di Paolo Piras, un’opera che esplora la vita di uno dei più grandi calciatori italiani, Gigi Riva. Al terzo posto, “The day after. Il Grande Torino dopo il Grande Torino” di Vincenzo Savasta e Fabrizio Turco, un libro che affronta il dramma e la rinascita del grande club calcistico torinese dopo la tragica tragedia aerea del 1949.
Durante la serata, è stato conferito il Premio Respect 2025 a Vito Cozzoli per il suo libro “Il valore dello sport”, arricchito da una prefazione di Beppe Marotta. Cozzoli ha spiegato che il suo lavoro rappresenta “un riconoscimento a una visione dello sport che unisce dimensione sociale e industriale, motore di crescita per il Paese”. La prefazione di Marotta ha sottolineato come il volume interpreti lo sport come un fenomeno sociale, una palestra di vita.
L’importanza dell’accessibilità nello sport
Marotta ha evidenziato un punto cruciale: “Lo sport non deve diventare un settore d’élite, ma un’opportunità per tutti”. Questo messaggio è particolarmente rilevante in un periodo in cui il dibattito sull’accessibilità e l’inclusività nello sport è più attuale che mai. La necessità di creare un ambiente in cui tutti possano praticare sport, indipendentemente dalle loro condizioni socio-economiche, è un tema che deve essere continuamente affrontato e discusso.
Ricci, con la sua autobiografia, non solo condivide la sua esperienza personale, ma incoraggia anche i giovani a perseguire i propri sogni, nonostante le difficoltà. La sua storia è un esempio ispirante di come la determinazione e la resilienza possano portare al successo, sia nello sport che nella vita.
La premiazione del premio ‘Sandro Ciotti’ rappresenta un’importante occasione per riflettere sui valori dello sport, sull’importanza della scrittura e sul potere delle storie di vita. Ogni libro premiato non è solo una celebrazione delle singole esperienze, ma anche un invito a considerare lo sport come un elemento fondamentale della nostra società, capace di unire, ispirare e educare le nuove generazioni. La figura di Pippo Ricci, con il suo messaggio di umiltà e dedizione, rimarrà impressa nella mente di molti, dimostrando che ogni storia merita di essere raccontata e che ogni sportivo, anche quelli che operano nell’ombra, hanno un ruolo cruciale nel grande gioco della vita.
