Ribaltone clamoroso: si dimettono presidente e chairman

Un ribaltone clamoroso ha visto coinvolto il noto marchio, costretto a rivedere la posizione di presidente e chairman, entrambi dimissionari

Sta succedendo un vero terremoto all’interno dei vertici aziendali e il tutto per cercare di rimediare ad uno scandalo di cui ha parlato tutto il mondo. La prima figura è già stata sostituita mentre la seconda rimarrà vacante.

Uno scandalo sconvolge l'Automotive
Sono rimasti tutti sorpresi per l’ultima decisione dei dirigenti (WiggleSport – ANSA)

Una notizia che arriva da lontano e che tiene banco nell’Automotive ormai da circa due mesi. Lo scandalo Daihatsu, e quindi Toyota, che ne è proprietaria, sta vivendo un secondo capitolo della sua storia, esplosa in modo fragoroso lo scorso 20 dicembre. Ricostruendo velocemente la faccenda bisogna ricordare come il brand giapponese sia finito nell’occhio del ciclone per aver manomesso dei test di sicurezza nel 2023. 

Un’accusa gravissima, ben più pesante del polverone che aveva coinvolto ad esempio la Volkswagen per le emissioni delle proprie auto. Con il passare del tempo si pensava di poter tornare alla normalità, pur dovendo convivere con delle conseguenze piuttosto pesanti rispetto a quanto accaduto. Invece nel mondo Daihatsu è arrivato un altro terremoto proprio in queste ore, che potrebbe dare una spallata decisiva all’intera faccenda. Toyota – padre padrone del brand automobilistico nipponico – ha comunicato che sia il presidente che il chairman dell’azienda rassegneranno le proprie dimissioni.

Daihatsu, arriva una clamorosa decisione: la Toyota “taglia” due figure di prim’ordine

Il ruolo del presidente di Daihatsu Soichiro Okudaira verrà affidato all’amministratore delegato della divisione per l’America Latina e i Caraibi del marchio giapponese, Masahiro Inoue, a partire dal 1° marzo 2024. Per quanto riguarda invece la figura del chairman, occupata fino ad ora da Sunao Matsubayashi, i vertici aziendali non prevedono di nominare un sostituto, almeno per il momento.

Secondo quanto riferito da Koji Sato, CEO di Toyota, questa “epurazione” non è stata effettuata come punizione nei confronti dei suddetti dirigenti ma solo come cambio di strategia.  ha provato a smorzare gli animi dichiarando che il cambiamento organizzativo ai vertici di Daihatsu non è stato effettuato come punizione per i dirigenti uscenti.

Lo scandalo Daihatsu si allarga a macchia d'olio
Clamorose dimissioni in casa Daihatsu (WiggleSport – ANSA)

In questi giorni, inoltre, il neo eletto presidente Inoue ha dato comunicazione dell’uscita della Daihatsu dal consorzio CJPT (Commercial Japan Partnership Technologies), al quale prendono parte anche Toyota, Hino, Isuzu e Suzuki, che si rivolge alla costruzione di auto a basso impatto ambientale.

All’interno di una riorganizzazione interna anche del marchio Toyota si sta cercando di ridefinire il ruolo della Daihatsu, nella speranza che lo scandalo per i test di sicurezza non si allarghi a macchia d’olio, tanto da coinvolgere l’immagine della casa madre. In Giappone sono da sempre molto attenti a questi aspetti e le due figure dirigenziali potrebbero non essere le uniche a dover pagare.

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