Olimpiadi invernali a rischio: il global warming dimezza i siti entro il 2050

Olimpiadi invernali a rischio: il global warming dimezza i siti entro il 2050

Olimpiadi invernali a rischio: il global warming dimezza i siti entro il 2050 - ©ANSA Photo

Luca Baldini

14 Gennaio 2026

Il cambiamento climatico sta avendo un impatto significativo sulla sostenibilità degli eventi sportivi invernali, e le Olimpiadi non fanno eccezione. Secondo uno studio condotto da ricercatori delle università di Waterloo, in Canada, e Innsbruck, in Austria, il numero di località in grado di ospitare le Olimpiadi invernali nel 2050 potrebbe quasi dimezzarsi a causa del riscaldamento globale. Attualmente, ci sono 93 località attrezzate per eventi di sci di alto livello, ma nel giro di 25 anni solo 52 di queste potrebbero avere le condizioni climatiche adeguate per garantire un evento olimpico di successo.

Impatti del cambiamento climatico sulle località olimpiche

Lo studio ha rivelato che l’aumento delle temperature e la diminuzione delle nevicate mettono a rischio la possibilità di organizzare i Giochi invernali in molte località. Le proiezioni indicano che, se non si agirà per ridurre le emissioni di gas serra, il numero di località in grado di ospitare i Giochi potrebbe scendere a soli 30 entro gli anni Ottanta del secolo. Le località tradizionali, come Chamonix, Grenoble, Garmisch e Sochi, sono state classificate come “improbabili” per ospitare eventi olimpici in futuro. Altre città, come Vancouver e Palisades Tahoe, sono state giudicate “climaticamente rischiose”.

Soluzioni per il futuro degli sport invernali

Un aspetto cruciale emerso dallo studio è l’importanza dell’innalzamento della qualità della neve, che richiederà l’uso di sistemi avanzati di innevamento artificiale. Questo tipo di neve è stato utilizzato per la prima volta durante i Giochi di Lake Placid nel 1980 e ha visto un uso crescente nel corso degli anni. Nel 2022, Pechino è diventata la prima città a fare affidamento quasi completamente sull’innalzamento artificiale della neve per ospitare i suoi eventi olimpici. Per il comitato organizzatore di Milano-Cortina, previsto nel 2026, è previsto un uso massiccio di neve artificiale, con una produzione di circa 2,4 milioni di metri cubi.

Riflessioni sul futuro degli sport invernali

L’evoluzione delle tecniche di innevamento artificiale è una risposta diretta ai cambiamenti climatici, poiché le località montane affrontano un futuro incerto. Anche se la tecnologia di innevamento artificiale può alleviare temporaneamente i problemi legati all’assenza di neve naturale, non rappresenta una soluzione sostenibile a lungo termine. Infatti, la produzione di neve artificiale richiede un notevole consumo di acqua e energia e potrebbe non sostituire completamente la neve naturale in termini di qualità e prestazioni sportive.

La questione del cambiamento climatico e delle sue conseguenze sugli sport invernali ha un impatto significativo sulle economie locali delle regioni montane, che dipendono dal turismo invernale. Le località sciistiche, un tempo fiorenti, potrebbero trovarsi ad affrontare gravi difficoltà economiche se non si adatteranno a queste nuove realtà climatiche.

In questo contesto, la responsabilità di affrontare il cambiamento climatico spetta non solo ai governi e alle istituzioni sportive, ma anche a ciascuno di noi. La consapevolezza riguardo alle proprie abitudini quotidiane e il loro impatto sull’ambiente è fondamentale per garantire un futuro sostenibile per gli sport invernali e preservare le bellezze naturali delle montagne. Le Olimpiadi invernali del futuro potrebbero richiedere un ripensamento radicale del modo in cui organizziamo e partecipiamo a questi eventi, ponendo l’accento su pratiche più sostenibili e rispettose dell’ambiente.

Change privacy settings
×