L’ex campione del mondo di Formula 1, Nigel Mansell, ha recentemente intrapreso un’iniziativa significativa mettendo all’asta una serie di cimeli sportivi che hanno segnato la sua straordinaria carriera. L’asta ha avuto un enorme successo, raccogliendo oltre 82.000 sterline, equivalenti a più di 94.000 euro, per beneficenza. Questo gesto nobile non è solo il risultato di una semplice vendita, ma è anche una riflessione profonda sulle esperienze personali e professionali che Mansell ha vissuto negli ultimi anni.
La decisione di cedere i cimeli
Mansell, 72 anni, ha spiegato che la decisione di cedere i suoi cimeli è stata influenzata dalla pandemia di Covid-19. La crisi sanitaria globale ha portato alla chiusura della sua concessionaria e del museo automobilistico a St Helier, sull’isola di Jersey, costringendolo a riconsiderare il futuro della sua collezione. La necessità di una nuova collocazione per gli oggetti, unita al desiderio di fare del bene, ha spinto Mansell a cercare un modo per condividere la sua storia con i suoi tifosi e al contempo sostenere una causa importante.
Durante questo periodo difficile, anche la moglie di Mansell, Roseanne, ha affrontato gravi complicazioni di salute, che la famiglia ha collegato a un richiamo vaccinale anti-Covid. Questo evento ha avuto un impatto emotivo profondo su Mansell, portandolo a esprimere la sua opinione sull’obbligo vaccinale nel Regno Unito, che ha definito “criminale”. Secondo lui, molte persone hanno sperimentato problemi di salute dopo la somministrazione del vaccino, e questa esperienza personale ha influenzato notevolmente la sua vita e le sue priorità.
L’asta e i cimeli in vendita
Mansell ha condiviso che, dopo aver affrontato queste sfide, ha deciso che fosse giunto il momento di passare il testimone ai suoi tifosi, permettendo loro di custodire e apprezzare la sua collezione di cimeli per il futuro. La vendita all’asta, organizzata dalla casa d’aste BUDDS, ha visto la presenza di 241 lotti, tutti frutto di una carriera che si è estesa per ben 61 anni, rendendo Mansell una delle figure più iconiche nella storia della Formula 1.
Tra i pezzi più interessanti messi all’asta c’erano:
- Una replica autografa del casco utilizzato da Mansell durante la stagione del suo titolo mondiale del 1992, venduta per circa 5.000 euro.
- Un casco Ferrari donato da Lewis Hamilton.
- Guanti firmati di Michael Schumacher.
- Una replica del casco di Ayrton Senna, autografata anche da Alain Prost.
Il ricavato dell’asta sarà devoluto a Youth UK, un ente benefico che promuove attività e formazione per i giovani, di cui Mansell è presidente da ben 27 anni. Questo gesto non solo supporta i giovani in cerca di opportunità, ma dimostra anche l’impegno di Mansell nel restituire alla comunità, utilizzando la sua fama e la sua storia personale per fare la differenza.
Un’eredità che continua
La vita di Nigel Mansell è stata caratterizzata da successi straordinari, ma anche da sfide personali. La sua carriera in Formula 1 è iniziata nel 1977 e, dopo anni di duro lavoro e dedizione, ha raggiunto il picco nel 1992, quando ha conquistato il titolo mondiale con la Williams. Il suo stile di guida audace e la sua personalità carismatica lo hanno reso un favorito tra i tifosi, ma è anche noto per la sua appassionata difesa dei valori in cui crede.
Oltre alla sua carriera automobilistica, Mansell ha sempre mostrato un forte impegno per cause sociali, cercando di ispirare e aiutare le generazioni più giovani. La decisione di mettere all’asta i suoi cimeli per beneficenza non è quindi una sorpresa, ma una continuazione del suo desiderio di essere un modello positivo per gli altri.
L’asta ha attratto collezionisti e appassionati di automobili da tutto il mondo, tutti desiderosi di possedere un pezzo della storia di Mansell. Ogni lotto rappresenta non solo un oggetto fisico, ma anche una parte della sua vita e della sua carriera, un ricordo tangibile delle sue vittorie e delle esperienze vissute in pista. Mansell ha dimostrato che, anche dopo aver lasciato il volante, il suo impatto nel mondo dello sport e nella comunità può continuare a vivere, ispirando altri a seguire le proprie passioni e a impegnarsi per il bene comune.
