Minisini: vent’anni di giudizi sul mio percorso nel nuoto artistico

Minisini: vent'anni di giudizi sul mio percorso nel nuoto artistico

Minisini: vent'anni di giudizi sul mio percorso nel nuoto artistico - ©ANSA Photo

Luisa Marcelli

15 Gennaio 2026

Giorgio Minisini, uno dei più apprezzati atleti del nuoto artistico italiano, ha recentemente condiviso la sua esperienza durante il panel “Oltre il gioco, lo sport come responsabilità sociale”, tenutosi a Roma in occasione dell’ottava assemblea di avvio anno sociale dell’US Acli. La sua testimonianza ha messo in luce non solo le sfide personali affrontate nel corso della sua carriera, ma anche le difficoltà strutturali che il nuoto artistico, e lo sport in generale, continuano ad affrontare in Italia.

le sfide del nuoto artistico

Minisini ha sottolineato quanto sia stato difficile, per quasi venti anni, convivere con il giudizio sociale che circonda la pratica di uno sport considerato tradizionalmente “femminile”. “Ho trovato un nuoto artistico, dove io ero il maschio dello sport. Sono stato giudicato se fosse giusto o no che un uomo facesse questo sport”, ha dichiarato, evidenziando come le aspettative di genere influenzino ancora oggi la percezione degli sportivi nel nostro paese. Nonostante i progressi significativi nel riconoscimento e nella valorizzazione delle discipline sportive, Minisini ha chiarito che ci sia ancora molta strada da fare per garantire pari opportunità e accettazione per tutti gli atleti, indipendentemente dal loro genere.

l’impegno richiesto nel nuoto artistico

Il nuoto artistico, in particolare, si distingue per la sua estetica e le sue coreografie complesse, ma spesso viene sottovalutato dal punto di vista della preparazione fisica e dell’impegno richiesto. Minisini ha evidenziato che gli allenamenti possono arrivare a occupare fino a otto ore al giorno, limitando notevolmente il tempo disponibile per altre attività, come lo studio o altri sport. Questo fattore può contribuire a un’idea errata che il nuoto artistico sia solo una forma di intrattenimento piuttosto che uno sport serio e impegnativo.

l’importanza della formazione multidisciplinare

Durante il suo intervento, il campione ha anche parlato dell’importanza di una formazione completa per i giovani atleti. “Quando parlo con gli allenatori, dico sempre che i ragazzi devono cimentarsi in più attività, in più sport, o studiare, anche se sembra che possa togliergli qualcosa, invece non è così, è un valore aggiunto”, ha affermato. Questa visione multidisciplinare è essenziale per lo sviluppo non solo degli atleti, ma anche delle loro capacità cognitive e sociali. L’idea che la pratica di più sport possa arricchire l’esperienza di un giovane è supportata da numerosi studi che dimostrano come le abilità apprese in vari contesti sportivi possano trasferirsi e migliorare le prestazioni in altre discipline.

Minisini ha ulteriormente approfondito il cambio di prospettiva che ha avuto dopo aver smesso di nuotare a livello agonistico e aver ripreso gli studi. “Tutto questo l’ho capito quando ho smesso e ricominciato a studiare”, ha detto, sottolineando come la formazione accademica e il coinvolgimento in diverse attività possano fornire un equilibrio fondamentale nella vita di un atleta. Questo equilibrio è spesso difficile da raggiungere, soprattutto quando la pressione di prestare bene nello sport è alta.

La sua esperienza non è solo un esempio di resilienza personale, ma anche un appello alla comunità sportiva e alle istituzioni affinché si impegnino a creare un ambiente più inclusivo e favorevole per gli sportivi di ogni genere. Minisini ha espresso la sua speranza che i futuri atleti possano beneficiare di una società che riconosca e celebri la diversità nello sport, piuttosto che giudicarla.

In un contesto più ampio, il nuoto artistico sta guadagnando visibilità a livello internazionale, grazie anche a eventi come i Campionati Mondiali e le Olimpiadi, dove gli atleti possono mostrare il loro talento e la loro dedizione. Tuttavia, rimane la necessità di un cambiamento culturale che permetta di vedere questo sport in modo più ampio e meno stereotipato.

Minisini rappresenta una generazione di atleti che non solo si dedica a competere, ma si impegna anche a promuovere un messaggio di inclusione e apertura. La sua voce, unita a quella di altri atleti, può contribuire a cambiare le percezioni e le norme che circondano il nuoto artistico e, più in generale, gli sport di tutti i tipi.

Il suo intervento a Roma è stato un passo importante in questa direzione, invitando tutti i presenti a riflettere sulle proprie esperienze e sulle sfide che ancora devono essere affrontate. Con il supporto delle istituzioni, degli allenatori e degli stessi atleti, è possibile costruire un futuro in cui ogni giovane possa sentirsi libero di esprimere il proprio talento, senza pregiudizi o limitazioni imposte dalla società.

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