Milano Cortina: il CIO difende la sua indipendenza dalla propaganda dei dittatori

Milano Cortina: il CIO difende la sua indipendenza dalla propaganda dei dittatori

Milano Cortina: il CIO difende la sua indipendenza dalla propaganda dei dittatori - ©ANSA Photo

Luisa Marcelli

13 Febbraio 2026

Durante una recente conferenza stampa al Main Media Centre di Milano, il presidente del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), Kirsty Coventry, ha affrontato un tema di grande rilevanza: il ruolo del CIO nelle dinamiche geopolitiche e la possibile strumentalizzazione delle Olimpiadi da parte di regimi autoritari. Rispondendo a una domanda diretta, Coventry ha affermato con decisione: “No”, negando che il CIO possa essere considerato uno strumento di propaganda per tali regimi.

La domanda che ha scatenato questa risposta proviene dal giornalista che ha riportato le preoccupazioni dell’atleta ucraino Vladyslav Heraskevych, specialista dello skeleton. Quest’ultimo ha recentemente accusato il CIO di avere una parte di responsabilità nell’invasione russa della Crimea nel 2014, avvenuta poco dopo i Giochi Olimpici di Sochi. Questa accusa si inserisce in un contesto più ampio, in cui si discute se le Olimpiadi possano essere utilizzate da governi autoritari per legittimare il loro operato e promuovere una certa immagine a livello internazionale.

il ruolo del cio tra sport e politica

L’intervento di Coventry è particolarmente significativo non solo per il contesto sportivo, ma anche per le implicazioni politiche e sociali legate agli eventi olimpici. Il CIO ha storicamente dovuto affrontare difficoltà nel bilanciare il suo ruolo di organizzatore di eventi sportivi con le responsabilità etiche in situazioni geopolitiche delicate. Le Olimpiadi possono, infatti, fungere da palcoscenico per regimi autoritari, come dimostrato in passato da eventi storici, tra cui:

  1. Germania nazista nel 1936
  2. Russia nei giochi di Sochi

Coventry, ex nuotatrice olimpica e figura di spicco nello sport, ha sottolineato l’importanza delle Olimpiadi come evento unificante che promuove la pace e la cooperazione internazionale. Ha dichiarato che il CIO lavora costantemente per garantire che gli eventi olimpici siano un’opportunità per gli atleti di competere in un ambiente di rispetto reciproco, al di là delle divisioni politiche. “Le Olimpiadi sono una celebrazione dello sport e dell’unità”, ha affermato, evidenziando l’impatto positivo degli eventi sportivi nel promuovere valori di inclusione e tolleranza.

le sfide attuali del cio

Le preoccupazioni espresse da Heraskevych e da altri critici non possono essere ignorate. L’invasione russa della Crimea ha sollevato interrogativi su come le istituzioni sportive internazionali rispondano a situazioni di violazione dei diritti umani. Questo tema è particolarmente attuale in vista dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026, un’importante opportunità per l’Italia di mettere in mostra la propria cultura e il patrimonio sportivo, ma che solleva anche interrogativi su come affrontare questioni politiche e sociali emergenti.

Le dichiarazioni di Coventry hanno suscitato un ampio interesse mediatico e tra gli appassionati di sport. Molti si interrogano se il CIO possa mantenere una posizione neutrale di fronte a conflitti come quello ucraino e se possa realmente promuovere i valori olimpici in un contesto così complesso. Esperti di sport e politica hanno suggerito che il CIO dovrebbe adottare un approccio più proattivo nel condannare le violazioni dei diritti umani e garantire che le nazioni partecipanti rispettino i principi fondamentali della Carta Olimpica.

verso il futuro: cosa aspettarsi

In risposta a queste preoccupazioni, il CIO ha iniziato a implementare alcune politiche per affrontare le questioni relative ai diritti umani e alla governance sportiva. Tuttavia, le critiche persistono, e molti sostengono che le misure adottate finora non siano sufficienti a garantire un cambiamento significativo. La questione di come le istituzioni sportive possano affrontare i regimi autoritari e le violazioni dei diritti umani rimane aperta e complessa.

Con l’avvicinarsi del 2026, la pressione sul CIO per dimostrare il proprio impegno verso i valori olimpici e la responsabilità sociale aumenterà. Milano e Cortina, simboli della cultura e della tradizione italiana, si preparano a ospitare un evento che non solo celebrerà lo sport, ma sarà anche sotto i riflettori per le sue implicazioni politiche e sociali. Sarà interessante osservare come il CIO e i vari attori coinvolti gestiranno queste sfide, mantenendo vivo lo spirito olimpico di fronte alle complessità del mondo contemporaneo.

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