Il ministro Abodi critica la scelta del Comitato Paralimpico Internazionale di riammettere Russia e Bielorussia con simboli nazionali, richiamando il rispetto della tregua olimpica
Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, è tornato a esprimersi con fermezza sulla decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di riammettere gli atleti russi e bielorussi alle Paralimpiadi di Milano-Cortina con la loro bandiera, inno e maglia nazionale. La questione, che ha suscitato ampie discussioni, coinvolge non solo il mondo sportivo ma anche importanti riflessioni sul rispetto della tregua olimpica e della situazione geopolitica attuale, come confermato anche da alanews.it.
Il richiamo di Andrea Abodi alla tregua olimpica e al rispetto per l’Ucraina
Andrea Abodi ha sottolineato come, durante le Olimpiadi invernali di Pechino, gli atleti di Russia e Bielorussia abbiano gareggiato in forma neutrale, senza simboli nazionali, grazie alla mediazione del Comitato Olimpico Internazionale. “È volontà di tutti tutelare gli atleti permettendo loro la partecipazione ai Giochi, ma al tempo stesso va garantito il rispetto all’Ucraina, agli ucraini e a chi continua a difendere la propria e la nostra libertà”, ha scritto il ministro su X.
Abodi ha evidenziato che non si tratta di una questione politica o di semplice autonomia sportiva, bensì di un principio di civiltà e rispetto della Tregua Olimpica, “che è stata demolita dai russi e bielorussi quattro anni fa e continua a essere negata senza ripensamenti”. Il ministro ha lanciato un appello diretto: “Vogliono la bandiera? Facciano tacere le armi”.
La gravità della decisione e il contesto storico
Il ministro ha rimarcato come la decisione presa a settembre 2025 dal Comitato Paralimpico Internazionale, poche ore prima della rielezione del presidente, di riammettere gli atleti con simboli nazionali di Russia e Bielorussia, paesi rispettivamente invasore e complice nella guerra in Ucraina, susciti “interrogativi su come sia potuto succedere” e provochi “indignazione e inquietudine”.
Ricordando gli eventi del 24 febbraio 2022, Abodi ha ricordato che l’invasione russa dell’Ucraina ha violato la Tregua Olimpica durante i Giochi di Pechino e che, dopo quattro anni di conflitto, quel medesimo esercito continua a distruggere e uccidere, ignorando le risoluzioni internazionali, tra cui quella approvata a novembre 2025 dall’Assemblea Generale dell’ONU con il sostegno di 165 nazioni su 193.
