Maignan e le urla razziste: archiviazione per cinque tifosi friulani

Maignan e le urla razziste: archiviazione per cinque tifosi friulani

Maignan e le urla razziste: archiviazione per cinque tifosi friulani - ©ANSA Photo

Stefano Cerulli

21 Febbraio 2026

Il 20 gennaio 2024, durante la partita tra Udinese e Milan, il portiere rossonero Mike Maignan è stato vittima di insulti razzisti da parte di alcuni tifosi. Questo episodio ha suscitato un forte dibattito sul razzismo nel calcio italiano e ha portato a un intervento immediato delle autorità competenti. Tuttavia, secondo quanto riportato dal quotidiano Messaggero Veneto, il Gip del tribunale di Udine ha deciso di archiviare le accuse nei confronti di cinque tifosi friulani coinvolti, la cui età varia tra i 25 e i 50 anni.

l’episodio e le reazioni

Durante l’incontro, Maignan ha subito le offese razziste e ha immediatamente protestato con l’arbitro, il quale ha deciso di sospendere la partita per alcuni minuti, evidenziando la gravità della situazione. Questo episodio ha sollevato l’attenzione non solo dei media, ma anche dei vertici sportivi e delle forze dell’ordine, che hanno avviato un’indagine per identificare i responsabili degli insulti.

È interessante notare che, all’interno della Curva nord, da cui sono partiti gli insulti, non si è registrato alcun seguito, suggerendo che gli atti di razzismo, purtroppo ancora presenti nel calcio, potrebbero non riflettere il sentimento della maggioranza dei tifosi. Questo aspetto è stato preso in considerazione dal Gip, il quale ha evidenziato come le offese siano rimaste isolate, senza trovare supporto tra il pubblico presente.

le conseguenze per i tifosi

Le forze dell’ordine hanno compiuto un lavoro di identificazione e hanno denunciato i cinque individui per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Tra i denunciati vi era anche un friulano di colore, un fattore che ha reso la situazione ancora più complessa. La presenza di un tifoso di colore tra i denunciati ha sollevato interrogativi sulla dinamica interna del tifo e sulla percezione del razzismo all’interno delle comunità sportive.

In seguito a questi accertamenti, il questore di Udine ha deciso di emettere un Daspo di cinque anni nei confronti dei cinque tifosi, una misura che preclude loro l’accesso agli stadi per un lungo periodo. Inoltre, l’Udinese, club di calcio di Udine, ha annunciato l’esclusione a vita dallo stadio Friuli per i cinque individui coinvolti, dimostrando una ferma condanna verso comportamenti di questo tipo.

l’archiviazione del caso

Tuttavia, il Pubblico Ministero ha ritenuto opportuno chiedere l’archiviazione del caso, sostenendo che, sebbene l’episodio sia moralmente censurabile, non vi fosse stata una vera e propria propaganda o diffusione del consenso tra il pubblico. Questo ha portato il Gip a decidere per l’archiviazione, sottolineando che le offese potrebbero configurare il reato di ingiuria aggravata dall’odio razziale, ma che tale reato è già stato depenalizzato.

Il caso di Maignan ha riacceso il dibattito sul razzismo nel calcio italiano, un tema che continua a essere al centro dell’attenzione. Nonostante le misure adottate, molti esperti e attivisti sostengono che sia necessaria una maggiore attenzione e interventi più severi per combattere il razzismo negli stadi. È evidente che il fenomeno non è circoscritto a un singolo episodio, ma rappresenta un problema sistemico che richiede un impegno collettivo da parte di tutte le parti coinvolte, dai club alle istituzioni.

In questo contesto, le reazioni da parte della società civile e dei tifosi sono state variegate. Mentre alcuni hanno espresso sostegno per le misure adottate contro i tifosi razzisti, altri hanno criticato l’archiviazione del caso, sostenendo che non si può tollerare in alcun modo il razzismo, sia esso isolato o meno. La questione del razzismo nel calcio è complessa e richiede una riflessione profonda su come affrontare e prevenire tali episodi in futuro.

In conclusione, l’episodio di Udinese-Milan e l’archiviazione delle accuse ai cinque tifosi ci portano a riflettere sull’importanza di creare un ambiente inclusivo e rispettoso all’interno degli stadi. È fondamentale che le istituzioni, i club e i tifosi lavorino insieme per combattere ogni forma di discriminazione e per garantire che il calcio rimanga un luogo di gioia e unità, piuttosto che un palcoscenico per l’odio e la divisione.

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