Kostyuk rifiuta di stringere la mano a Sabalenka: In Ucraina si muore ogni giorno

Kostyuk rifiuta di stringere la mano a Sabalenka: In Ucraina si muore ogni giorno

Kostyuk rifiuta di stringere la mano a Sabalenka: In Ucraina si muore ogni giorno - ©ANSA Photo

Luisa Marcelli

11 Gennaio 2026

Nella finale del torneo di Brisbane, il gesto di Marta Kostyuk ha attirato l’attenzione di tutti. La giovane tennista ucraina ha deciso di non stringere la mano alla collega bielorussa Aryna Sabalenka, numero uno al mondo, per evidenziare la gravità della situazione in Ucraina, un paese che sta vivendo un conflitto devastante dal febbraio 2022. Questa scelta non è stata casuale, ma un forte messaggio di dolore e rabbia per la guerra che ha colpito la sua patria.

Kostyuk ha utilizzato la sua visibilità per portare alla luce le sofferenze del popolo ucraino, esprimendo solidarietà a chi vive momenti difficili. Durante la cerimonia di premiazione, ha dichiarato: “Io gioco ogni giorno con un peso sul cuore”, sottolineando come il conflitto influisca non solo sulla sua vita personale, ma anche sulla sua carriera sportiva.

il conflitto in ucraina e il suo impatto sugli atleti

Il conflitto in Ucraina ha avuto ripercussioni significative su vari aspetti della società, incluso lo sport. Molti atleti ucraini sono stati costretti a lasciare il paese o a interrompere le loro attività agonistiche. Tra le sfide affrontate da Kostyuk, ci sono:

  1. Affrontare la paura e l’incertezza: Le condizioni di vita in Ucraina sono drammatiche, con milioni di persone che vivono in situazioni precarie senza accesso a beni fondamentali.
  2. Mantenere la carriera sportiva: La pressione di competere a livello internazionale mentre si porta il peso della guerra sulla propria coscienza.
  3. Diventare portavoce di una causa: Kostyuk ha scelto di non rimanere in silenzio, utilizzando la sua piattaforma per esprimere il suo dissenso contro l’invasione russa.

il gesto simbolico e le sue conseguenze

La reazione di Kostyuk al tentativo di congratularsi da parte di Sabalenka è stata eloquente: una smorfia che ha comunicato più di mille parole. Questo gesto ha innescato un ampio dibattito su come gli eventi sportivi possano essere influenzati da situazioni geopolitiche. Anche se il tennis è spesso visto come un’attività che trascende le differenze politiche, la realtà è che gli atleti, come Kostyuk, non possono ignorare le esperienze traumatiche che stanno vivendo.

Il gesto di Kostyuk ha riaperto il dibattito sull’atteggiamento degli atleti nei confronti della politica e delle questioni sociali. Negli ultimi anni, sempre più sportivi hanno scelto di utilizzare la loro visibilità per affrontare temi di giustizia sociale e diritti umani. Kostyuk si unisce a questa lunga lista di atleti che hanno deciso di non rimanere in silenzio di fronte alle ingiustizie.

la resilienza di un popolo

Il rifiuto di Kostyuk di stringere la mano a Sabalenka non è solo una questione personale, ma una dichiarazione che risuona con molti ucraini e con chiunque si opponga alla guerra. È un gesto che esprime il suo dolore e la resilienza di un popolo che continua a lottare. In un mondo in cui gli eventi sportivi possono sembrare distaccati dalle realtà quotidiane, la scelta di Kostyuk ricorda a tutti noi che lo sport non è mai solo sport.

La storia di Kostyuk e della sua resistenza è un esempio di come anche gli sportivi possano diventare portavoce di una causa più grande. La sua determinazione a non dimenticare il conflitto ucraino e le sue conseguenze è un richiamo a tutti noi a rimanere consapevoli e attivi di fronte all’ingiustizia.

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