Italia in cerca di riscatto: la sfida contro l’Irlanda a Dublino nel Sei Nazioni

Italia in cerca di riscatto: la sfida contro l'Irlanda a Dublino nel Sei Nazioni

Italia in cerca di riscatto: la sfida contro l'Irlanda a Dublino nel Sei Nazioni - ©ANSA Photo

Stefano Cerulli

12 Febbraio 2026

Il successo ottenuto dall’Italia contro la Scozia nella prima partita del Sei Nazioni 2026 ha infuso una nuova energia negli azzurri. Vincere, si sa, aiuta a vincere, e l’ottimo risultato di 18-15 ha dato agli uomini del commissario tecnico Gonzalo Quesada un potente anticorpo per affrontare le sfide future, a partire dall’impegnativa trasferta di Dublino. Sabato, l’Italia sarà chiamata a confrontarsi con una delle squadre più forti del torneo, l’Irlanda, in un incontro che si preannuncia storico: per la prima volta, una donna, la scozzese Hollie Davidson, dirigerà un match del Sei Nazioni maschile.

Il tabù dell’Aviva Stadium

L’Aviva Stadium di Dublino rappresenta da sempre un terreno ostico per gli azzurri. Nei 38 precedenti tra Irlanda e Italia, gli ‘Shamrocks’ hanno trionfato in ben 34 occasioni, mentre gli azzurri hanno ottenuto solo quattro vittorie, di cui una sola nel Sei Nazioni, risalente al 2013 all’Olimpico. A Dublino, l’Italia ha vinto una sola volta, nel lontano 1997, ma mai nel prestigioso torneo, rendendo questa sfida ancora più intrigante e difficile.

Le scelte di Quesada

Per affrontare i campioni in carica, Quesada ha apportato alcune modifiche al XV titolare, affidando a Lorenzo Pani il ruolo di estremo. Questa scelta è l’unica variazione di rilievo rispetto alla formazione che ha battuto la Scozia. I cambiamenti includono:

  1. Lorenzo Pani come estremo.
  2. Leonardo Marin si sposta nel ruolo di centro in coppia con Tommaso Menoncello.

Durante la conferenza stampa, il tecnico argentino ha espresso sorpresa nel vedere Jamison Gibson-Park, uno dei punti di forza dell’Irlanda, fuori dai titolari. La sua assenza potrebbe rappresentare un’opportunità per gli azzurri, ma al contempo, l’Irlanda vanta una panchina ricca di talento e esperienza.

La strategia per affrontare l’Irlanda

Uno degli obiettivi principali per l’Italia sarà quello di resistere all’impatto fisico di una partita che si preannuncia durissima. Lo scontro tra gli avanti sarà fondamentale, e gli azzurri dovranno evitare di farsi travolgere dal gioco al piede avversario. Quesada ha sottolineato l’importanza di questa strategia, evidenziando che l’Irlanda è la squadra che calcia di più nel mondo e recupera anche il maggior numero di calci, un settore in cui sono attualmente i numeri uno.

La scelta di dare fiducia a Lorenzo Pani come estremo è motivata anche dal suo duro lavoro durante il periodo di preparazione. Quesada ha dichiarato: “A novembre ha lavorato duramente, si è allenato con la nazionale senza mai scendere in campo. Poi è cresciuto tanto e arriva da due o tre ottime partite con le Zebre. Quello che abbiamo visto in allenamento ci ha fatto sentire che meritava questa opportunità”.

In merito agli infortuni, si segnala l’assenza di Ange Capuozzo. Anche se non è infortunato, il giovane talento è ancora in fase di recupero e non sarà disponibile per questa partita, ma si spera di vederlo tornare in campo nelle prossime settimane. La sua mancanza si fa sentire, considerando che Capuozzo ha dimostrato di essere un giocatore chiave per l’Italia.

Il Sei Nazioni è un torneo che non solo mette in palio il prestigio, ma è anche un banco di prova per il futuro del rugby italiano. La partita di sabato contro l’Irlanda sarà un test importante per capire il reale valore di questa squadra, che ha mostrato segni di crescita e determinazione. Gli azzurri dovranno scendere in campo con la mentalità giusta, pronti a combattere su ogni pallone e a sfruttare ogni opportunità per tentare di sfatare il tabù irlandese e scrivere una nuova pagina della loro storia rugbistica.

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