Gianni Infantino, il presidente della FIFA, ha recentemente partecipato al World Economic Forum 2026 a Davos, in Svizzera, un evento cruciale per le relazioni internazionali e il networking tra leader politici ed economici. Questo incontro rappresenta un’importante opportunità per Infantino di rafforzare i legami con figure influenti del panorama economico globale, soprattutto a sei mesi dall’inizio dei Mondiali di calcio 2026, che si svolgeranno negli Stati Uniti, in Messico e in Canada.
L’evento di Davos segue la conferenza su Gaza tenutasi a Sharm El Sheikh, dove Infantino ha già avuto modo di interagire con vari leader mondiali. La sua presenza in Svizzera non è solo un’occasione per discutere di sport, ma anche per affrontare temi economici e sociali che intersecano il mondo del calcio, un settore che genera miliardi di dollari e che ha un impatto significativo sulle economie locali e globali.
incontri significativi e relazioni strategiche
Durante il forum, Infantino ha avuto colloqui con importanti personalità del mondo finanziario e politico. Tra i volti noti incontrati, spiccano:
- Brian Moynihan, CEO di Bank of America
- Amin H. Nasser, presidente di Aramco
- Michael McGrath, commissario europeo per la giustizia
Questi incontri sono stati documentati attraverso foto e selfie pubblicati sul profilo Instagram di Infantino, che ha cercato di mostrare il suo impegno non solo nel calcio, ma anche in questioni di rilevanza globale.
Uno dei momenti più eclatanti della sua partecipazione al forum è stato il saluto pubblico ricevuto da Donald Trump, ex presidente degli Stati Uniti. Durante un punto stampa, Trump ha interrotto le sue comunicazioni per omaggiare Infantino, definendolo “il re del calcio, il re dello sport”. Questo gesto evidenzia il rapporto stretto tra i due, che si conoscono bene e che hanno collaborato in diverse occasioni.
il calcio come strumento di dialogo
Il rapporto tra Infantino e Trump non è solo una questione di amicizia personale, ma riflette anche l’interesse comune per la promozione del calcio negli Stati Uniti, un paese che sta vivendo un crescente entusiasmo per questo sport, in particolare in vista dei prossimi Mondiali. La FIFA ha riconosciuto l’importanza di coinvolgere i leader politici in eventi sportivi di grande portata, poiché il calcio può fungere da catalizzatore per il dialogo e la cooperazione internazionale.
A Davos, Infantino ha partecipato a diversi panel e discussioni, affrontando temi che spaziano dall’economia globale allo sviluppo sostenibile, passando per l’innovazione tecnologica nel settore sportivo. L’incontro con figure come Gavin Newsom, governatore della California, e Debbie Weinstein, presidente di Google Europe, Medio Oriente e Africa, ha offerto a Infantino l’opportunità di esplorare come la tecnologia possa essere integrata nel calcio per migliorare l’esperienza dei tifosi e la gestione delle competizioni.
sostenibilità e responsabilità sociale
In un contesto più ampio, la FIFA sta cercando di utilizzare il calcio come piattaforma per affrontare questioni sociali e ambientali. La sostenibilità è un tema centrale per il prossimo Mondiale, e Infantino ha sottolineato l’importanza di garantire che l’evento non solo celebri il calcio, ma contribuisca anche a un futuro più sostenibile per il pianeta. Davos, con la sua fama di centro di discussione sulle sfide globali, rappresenta un palcoscenico ideale per discutere di questi temi.
Infantino ha anche avuto incontri con leader del Golfo, come Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, primo ministro del Qatar, e Mohammed Saif Al-Sowaidi, CEO della Qatar Investment Authority. Questi colloqui sono particolarmente significativi alla luce del prossimo Mondiale in Qatar, che ha suscitato dibattiti su vari aspetti, tra cui diritti umani e sostenibilità. La FIFA è sottoposta a scrutinio internazionale per come gestisce queste questioni, e la presenza di Infantino a Davos dimostra la sua intenzione di affrontare tali sfide a livello globale.
In sintesi, la partecipazione di Gianni Infantino al World Economic Forum di Davos rappresenta un’importante opportunità per il presidente della FIFA di rafforzare il suo ruolo come mediatore tra calcio, economia e politica. Con i Mondiali 2026 all’orizzonte, le relazioni costruite in questa occasione potrebbero avere un impatto significativo non solo sul futuro del calcio, ma anche su questioni più ampie che riguardano la società e l’economia globale.
