In memoria dell’amico perduto: il biatleta di Lavazè promette di andare avanti

In memoria dell'amico perduto: il biatleta di Lavazè promette di andare avanti

In memoria dell'amico perduto: il biatleta di Lavazè promette di andare avanti - ©ANSA Photo

Stefano Cerulli

3 Gennaio 2026

Il recente decesso del biatleta Sivert Guttorm Bakken ha lasciato un segno indelebile nella comunità sportiva, non solo in Norvegia ma a livello internazionale. Johan-Olav Botn, compagno di squadra di Bakken, ha espresso il suo dolore in un’intervista, rivelando la sua determinazione a continuare a gareggiare in memoria dell’amico. Questo tragico evento ha messo in luce l’importanza del supporto tra atleti e il valore della salute mentale nel mondo dello sport.

Il giorno della tragedia

Il 23 dicembre, un giorno che doveva essere dedicato all’allenamento, si è trasformato in un incubo per Botn. “Quella mattina avevamo programmato di andare a sciare insieme”, ha raccontato. La scoperta del corpo di Sivert nella sua camera d’albergo ha segnato un momento di profonda devastazione. “L’ho trovato immobile, con il volto cereo. Ho capito subito che era morto”. Queste parole evidenziano il trauma emotivo che Botn ha dovuto affrontare, un’esperienza che ha cambiato per sempre la sua vita.

Affrontare il trauma

Per superare questo difficile momento, Botn ha deciso di consultare uno psicologo, riconoscendo l’importanza di elaborare i ricordi dolorosi. “Ho impresse nella mente immagini che dovrò convivere per il resto della vita”, ha affermato, sottolineando quanto sia cruciale il benessere mentale per gli atleti. La sua determinazione a continuare è forte: “Se perdessi la motivazione, sentirei di aver tradito Sivert”. Questo impegno diventa un omaggio al suo amico scomparso.

Il biatlon e la salute mentale

Il biatlon, sport che combina sci di fondo e tiro a segno, richiede non solo abilità fisiche ma anche resistenza psicologica. La morte di Bakken ha messo in evidenza l’importanza del supporto tra compagni di squadra e la necessità di prendersi cura della propria salute mentale. Botn ha anche toccato il tema delle maschere e delle tende ipobariche, strumenti utilizzati per migliorare le prestazioni. Ha chiarito che, pur essendo consentiti, non li ha mai utilizzati personalmente, evidenziando il suo impegno per la trasparenza nello sport.

La memoria di Sivert Guttorm Bakken vive attraverso le azioni di Johan-Olav Botn, che continua a gareggiare in suo onore. Questo gesto non è solo un modo per mantenere vivo il suo spirito, ma anche un messaggio di resilienza per tutti gli atleti. La comunità del biatlon si unisce nel ricordo di Sivert, rinnovando l’impegno a prendersi cura della salute mentale e del benessere collettivo.

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