Giovani protagonisti: il convegno Ussi celebra 80 anni di passione per la Nazionale

Giovani protagonisti: il convegno Ussi celebra 80 anni di passione per la Nazionale

Giovani protagonisti: il convegno Ussi celebra 80 anni di passione per la Nazionale - ©ANSA Photo

Luisa Marcelli

16 Gennaio 2026

Due giorni di intensi dibattiti hanno caratterizzato l’Italia Sports Summit, tenutosi presso il Principino Eventi di Viareggio, in occasione degli 80 anni dell’Unione Stampa Sportiva Italiana (Ussi). Questo evento ha messo in evidenza l’importanza del settore giovanile nel calcio italiano e la necessità di dare spazio ai giovani talenti, affinché possano maturare e sviluppare le proprie capacità. Una riflessione cruciale, specialmente in un periodo in cui le nazionali azzurre faticano a trovare la loro identità e a tornare ai vertici del calcio internazionale.

il ruolo del settore giovanile

Il tema centrale del convegno, “Ritorno al futuro, il ruolo del Settore giovanile”, ha visto la partecipazione di figure di spicco del panorama calcistico italiano. Tra i relatori erano presenti:

  1. Umberto Calcagno – presidente dell’Associazione Italiana Calciatori (Aic)
  2. Fabrizio Corsi – presidente dell’Empoli
  3. Giancarlo Antognoni – capo delegazione della Nazionale Under 21
  4. Renzo Ulivieri – presidente dell’Associazione Italiana Allenatori
  5. Massimiliano Maddaloni – responsabile del settore giovanile dello Spezia
  6. Alessandro Palagi – presidente del Cgc Viareggio
  7. Marcello Lippi – commissario tecnico della Nazionale campione del mondo nel 2006

Durante i vari interventi, è emersa con forza la richiesta di dare maggiore spazio ai giovani nei campionati professionistici. L’allenatore del Como, Cesc Fàbregas, ha condiviso la sua esperienza, sottolineando come in Italia ci sia una tendenza a sostituire i giovani calciatori se non brillano immediatamente. “Se decido di puntare su un giovane, deve avere la possibilità di giocare almeno sette-otto partite per poter essere giudicato in modo equo”, ha affermato Fàbregas. Questa necessità di pazienza e fiducia nei giovani talenti è stata ribadita anche da Renzo Ulivieri, il quale ha evidenziato l’importanza di valorizzare di più i giovani calciatori in un contesto che spesso privilegia le scelte immediate.

investire nei giovani

Fabrizio Corsi ha poi condiviso la sua esperienza all’Empoli, dove ha lanciato molti ragazzi che hanno contribuito alla permanenza del club nei massimi campionati. “Se non si riesce a cambiare certe dinamiche attraverso la Federazione, sarebbe opportuno che il Governo fornisse un supporto alle società”, ha dichiarato Corsi, evidenziando l’importanza di investire nei giovani per il bene delle Nazionali. “Oggi ci sono studenti in sala che non hanno mai visto la Nazionale ai Mondiali, e questa è una realtà inaccettabile”, ha aggiunto.

Giancarlo Antognoni, campione del mondo del 1982, ha portato la sua testimonianza, ricordando come ai suoi tempi ci fossero meno calciatori stranieri nelle squadre italiane, il che consentiva ai giovani talenti di emergere con maggiore facilità. Questa osservazione ha acceso un dibattito su quanto l’eccessivo numero di stranieri possa influenzare le opportunità per i giovani calciatori italiani, rendendo più difficile per loro guadagnarsi un posto nelle formazioni titolari.

formazione e preparazione

Il convegno ha anche toccato il tema della formazione dei giovani, sottolineando che non basta solo farli giocare, ma è fondamentale anche fornire loro una preparazione adeguata. Massimiliano Maddaloni ha parlato dell’importanza di un approccio integrato che unisca le competenze tecniche a quelle psicologiche, affinché i giovani possano affrontare al meglio le pressioni del calcio professionistico.

In un contesto dove il calcio italiano sta cercando di ritrovare la propria identità, la questione di come valorizzare i giovani talenti si fa sempre più centrale. Durante il convegno, è emersa l’idea che investire nei giovani non sia solo una responsabilità delle società, ma dell’intero sistema calcistico italiano, comprese le istituzioni governative. “È necessario creare un ambiente favorevole per i giovani, dove possano esprimere il loro talento senza l’ansia di dover rendere subito”, ha concluso Ulivieri, sottolineando l’urgenza di un cambiamento culturale nel modo in cui il calcio viene gestito nel nostro paese.

Un altro punto cruciale emerso durante i dibattiti è stato quello della necessità di un piano strategico a lungo termine. I partecipanti hanno concordato su quanto sia fondamentale avere una visione chiara e condivisa, che coinvolga tutti gli attori del mondo del calcio, dalle società alle federazioni, fino ai media. Solo così sarà possibile costruire un futuro migliore per il calcio italiano e garantire che i giovani talenti possano avere la giusta visibilità e le opportunità necessarie per emergere.

Questi due giorni di confronto e riflessione hanno dimostrato che il calcio italiano è pronto a ripartire, ma per farlo, è fondamentale puntare sui giovani e permettere loro di brillare.

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