La vigilia della sfida tra Roma e Atalanta ha visto il ritorno di Gian Piero Gasperini a Bergamo, un evento che ha suscitato grande interesse e emozione. L’allenatore della Roma, che ha guidato i nerazzurri per nove stagioni, ha tenuto una conferenza stampa in cui ha espresso sentimenti contrastanti, mescolando nostalgia e determinazione.
Gasperini ha esordito parlando dell’accoglienza ricevuta a Bergamo, paragonando la sua esperienza a quella di Daniele De Rossi, ex capitano della Roma, la cui carriera è stata celebrata con grande affetto. Ha affermato: “L’accoglienza per De Rossi qui è stata bella e meritata”, sottolineando il legame speciale tra i giocatori e i tifosi. Tuttavia, ha subito chiarito che, nonostante i saluti calorosi, la partita è un’altra storia: “Sarà bello salutarsi, ma poi ognuno per sé. Senza prigionieri…”. Queste parole evidenziano il suo spirito competitivo e la consapevolezza che, in campo, non ci sono amici.
cambiamento e identità
Gasperini ha condiviso le sue riflessioni sul cambiamento della sua vita professionale, esprimendo il desiderio di mantenere la propria identità nonostante il passaggio a una nuova squadra. Ha dichiarato: “Spero di non esser cambiato da com’ero a Bergamo, ma di esser sempre me stesso”. La sua esperienza a Bergamo è stata caratterizzata da successi straordinari, tra cui:
- Storica qualificazione in Champions League
- Approdo ai quarti di finale della competizione europea
“La cosa che per me è importante è aver fatto presa su questo spogliatoio e aver tolto lo scetticismo che c’era su di me”, ha chiarito, facendo riferimento alla necessità di conquistare la fiducia dei giocatori della Roma.
sfide e opportunità
Il tecnico ha parlato delle sfide affrontate nel cambiare vita e squadra, sottolineando che, nonostante le difficoltà, la nuova avventura con la Roma rappresenta un’opportunità stimolante. Ha ammesso: “Non è stato facile cambiare vita”, ma ha aggiunto: “Ma professionalmente sono in una situazione che mi stimola tanto e alla quale credo molto”. Questo spirito di sfida è parte integrante della sua filosofia di allenamento, che lo ha reso uno dei tecnici più apprezzati del calcio italiano.
Inoltre, Gasperini ha espresso la sua ambizione e visione per il futuro, affermando: “Quando abbiamo vinto l’Europa League ho pensato che potessimo lottare anche per qualcosa di ancora più alto”. La sua esperienza a Bergamo, dove ha costruito una squadra competitiva e rispettata a livello nazionale e internazionale, è un segno della sua capacità di lavorare con risorse limitate, ottenendo risultati straordinari.
un’eredità duratura
Gasperini ha espresso il suo affetto per Bergamo e l’Atalanta, definendo la sua storia con il club come “una bella storia”. Ha raccontato come la sua avventura sia iniziata con il presidente Antonio Percassi e come entrambi abbiano contribuito a far crescere il club. Ha puntualizzato: “La vera anomalia, se vogliamo, è stata aver raggiunto certi livelli con bilanci in utile”, rimarcando l’importanza di una gestione oculata e sostenibile nel calcio moderno.
Infine, ha espresso il desiderio di aver lasciato un’eredità solida all’Atalanta, affermando: “Ho cercato di lasciare la squadra il più in alto possibile e credo di aver lasciato un valore importante lì”. Questo approccio ha portato l’Atalanta a diventare una delle squadre più rispettate in Italia e in Europa, grazie a una combinazione di talento, lavoro di squadra e un forte senso di appartenenza.
In conclusione, il ritorno di Gasperini a Bergamo non è solo un evento sportivo, ma un momento carico di emozioni e significato. La sua storia con l’Atalanta è un esempio di come la passione e la dedizione possano portare a successi straordinari. La partita di domani non sarà solo una sfida tra Roma e Atalanta, ma anche un confronto tra un passato ricco di successi e un presente che guarda al futuro. Gli occhi degli appassionati saranno puntati su di lui, per vedere come affronterà questa nuova tappa della sua carriera.
