Gasperini: il divieto di trasferta è una sanzione inefficace

Gasperini: il divieto di trasferta è una sanzione inefficace

Gasperini: il divieto di trasferta è una sanzione inefficace - ©ANSA Photo

Stefano Cerulli

21 Gennaio 2026

Gian Piero Gasperini, l’acclamato allenatore dell’Atalanta, ha recentemente condiviso la sua opinione sul controverso tema dei divieti di trasferta per i tifosi. Durante una conferenza stampa prima della sfida con lo Stoccarda, ha commentato la decisione di vietare la trasferta ai sostenitori di Roma e Fiorentina, a seguito degli scontri avvenuti tra ultras lungo l’autostrada. Queste dichiarazioni non solo riflettono il suo punto di vista personale, ma riaccendono un dibattito più ampio sulle misure di sicurezza nel calcio e sul loro impatto sui veri appassionati del gioco.

il problema dei divieti di trasferta

“Questo è l’eterno problema: per pochi vengono penalizzati in migliaia”, ha affermato Gasperini, evidenziando l’assurdità di una situazione in cui i comportamenti di un ristretto gruppo di individui portano a conseguenze negative per una vasta comunità di tifosi. Gli scontri tra ultras, che spesso si verificano in contesti di alta tensione, rappresentano un fenomeno che ha afflitto il calcio italiano per decenni. Sebbene negli ultimi anni si sia registrata una diminuzione di episodi violenti, la risposta delle autorità è spesso quella di adottare misure drastiche, come il divieto di trasferta.

la necessità di un cambiamento

L’allenatore dell’Atalanta ha riconosciuto che episodi di violenza, come quelli avvenuti in autostrada, non hanno posto nel mondo dello sport, e in particolare nel calcio, che dovrebbe essere un momento di festa e aggregazione. Tuttavia, il suo interrogativo resta: “Non so se sia la pena migliore per risolvere.” Questo porta a una riflessione più ampia sulla sicurezza dei tifosi, che è diventata una priorità per le istituzioni, ma le soluzioni adottate non sembrano sempre efficaci.

I divieti di trasferta colpiscono la passione di migliaia di persone che desiderano semplicemente sostenere la propria squadra. Ogni partita rappresenta per molti tifosi un’occasione per vivere emozioni intense e creare ricordi indimenticabili. Limitare l’accesso agli stadi e proibire le trasferte non solo priva questi tifosi della possibilità di partecipare attivamente, ma alimenta anche un senso di frustrazione e ingiustizia.

strategie alternative per la sicurezza

È fondamentale ripensare le misure di sicurezza nel calcio. Ecco alcuni suggerimenti per affrontare il problema della violenza in modo più costruttivo:

  1. Prevenzione della violenza: Concentrarsi sulla prevenzione piuttosto che sulla punizione.
  2. Dialogo tra le parti: Promuovere un maggiore dialogo tra autorità, club e tifosi.
  3. Programmi educativi: Implementare programmi di sensibilizzazione per ridurre i comportamenti violenti.
  4. Coinvolgimento dei tifosi: Includere i tifosi nel processo decisionale per farli sentire parte della soluzione.

Gasperini ha anche sottolineato la necessità di un cambiamento di mentalità nel calcio, auspicando un passaggio da una logica di repressione a una di inclusione. La vera essenza dello sport sta nella sua capacità di unire le persone e creare comunità. Penalizzare i veri appassionati per le azioni di pochi rischia di compromettere questo spirito.

In conclusione, il dibattito sui divieti di trasferta e sulle misure di sicurezza nel calcio è ancora aperto. Le parole di Gasperini sono un invito a riflettere su come le istituzioni sportive possano affrontare in modo più costruttivo il problema della violenza nel calcio, proteggendo al contempo il diritto dei tifosi di vivere le proprie passioni senza restrizioni ingiustificate. La strada da percorrere è complessa, ma è fondamentale non dimenticare mai che il calcio è, prima di tutto, un gioco.

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