Fonseca critica Trump e Infantino: Pensano solo ai soldi mentre l’Ucraina soffre

Fonseca critica Trump e Infantino: Pensano solo ai soldi mentre l'Ucraina soffre

Fonseca critica Trump e Infantino: Pensano solo ai soldi mentre l'Ucraina soffre - ©ANSA Photo

Luisa Marcelli

24 Febbraio 2026

In un’intervista rilasciata a l’Equipe, l’allenatore del Lione, Paulo Fonseca, ha espresso il suo profondo sdegno nei confronti di due figure di spicco: Gianni Infantino, presidente della FIFA, e Donald Trump, ex presidente degli Stati Uniti. La questione del conflitto in Ucraina è particolarmente vicina al cuore di Fonseca, dato che sua moglie proviene da Donetsk, una delle città più colpite dalla guerra. Fonseca ha messo in evidenza come le recenti azioni di Trump abbiano aggravato la situazione, sottolineando che “ogni giorno assistiamo alla caduta di centinaia di droni e decine di missili”.

la posizione di fonseca su trump

Fonseca ha dichiarato che, nonostante la sua speranza per un cambiamento, le promesse di Trump di una pace rapida al suo ritorno al potere sono state deludenti. La fragilità della posizione ucraina è stata accentuata dalle politiche statunitensi e dalla mancanza di coesione con l’Unione Europea. La sua indignazione è palpabile, evidenziando come la vita degli ucraini stia diventando sempre più difficile a causa di queste dinamiche geopolitiche.

il ruolo del calcio nella giustizia sociale

Riflettendo sul calcio, Fonseca ha espresso un desiderio chiaro: “Noi che amiamo il calcio vorremmo che il Mondiale si giocasse altrove, e non negli Stati Uniti”. La posizione di Trump, che ignora i più vulnerabili per abbracciare i propri interessi economici, è vista come un affronto a chi sta soffrendo a causa della guerra. Fonseca ha evidenziato che “non ha pensato alle persone, ma ai soldi”, sottolineando la disconnessione tra le esigenze umane e le decisioni politiche.

la critica a infantino

La questione si fa ancor più complessa quando Fonseca si rivolge a Infantino. Secondo Fonseca, il presidente della FIFA sta commettendo un grave errore nel sostenere il ritorno della Russia nelle competizioni europee. Ha affermato: “Noi andiamo a giocare contro la Russia a Mosca mentre gli ucraini non possono giocare sul loro territorio?”. Questa affermazione mette in luce l’assurdità della situazione, con il Paese invaso che non può disputare le gare a casa sua.

Fonseca ha chiarito che, sebbene il calcio non possa risolvere tutti i problemi globali, può certamente contribuire a creare maggiore giustizia. Ha ribadito il suo disappunto per il modo in cui il calcio viene utilizzato come strumento di profitto piuttosto che come veicolo di cambiamento sociale.

Un momento particolarmente incisivo dell’intervista è arrivato quando Fonseca ha parlato del premio per la pace assegnato a Trump, esprimendo la sua vergogna. La tristezza che traspare dalle sue parole riflette il sentimento di molti tifosi e professionisti del calcio, che vedono il loro sport come un potenziale agente di cambiamento.

La figura di Fonseca rappresenta un punto di vista spesso trascurato nelle discussioni sui conflitti geopolitici. La sua posizione non è solo quella di un allenatore, ma di un uomo profondamente coinvolto nelle questioni umane scaturite dalla guerra. La sua eloquenza nel descrivere la situazione e la sua indignazione per l’atteggiamento di Trump e Infantino offrono uno spaccato importante della realtà che molti ucraini vivono quotidianamente.

Il conflitto in Ucraina ha provocato un’onda di solidarietà globale, ma l’attitudine di alcuni leader sembra contraddire questo spirito di unità. Fonseca, con la sua passione per il calcio e il suo desiderio di giustizia, si fa portavoce di una generazione che chiede aiuto e attenzione per i più vulnerabili. La sua critica non è rivolta solo a figure politiche, ma a un sistema che spesso sembra mettere il profitto davanti alla dignità umana.

In questo contesto, è fondamentale che le voci come quella di Fonseca vengano ascoltate. È tempo di riconsiderare le priorità e mettere le persone al centro delle decisioni, sia nel mondo dello sport che in quello della politica.

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