Ex nazionali iraniani chiedono alla Fifa di condannare i crimini di Teheran

Ex nazionali iraniani chiedono alla Fifa di condannare i crimini di Teheran

Ex nazionali iraniani chiedono alla Fifa di condannare i crimini di Teheran - ©ANSA Photo

Stefano Cerulli

27 Gennaio 2026

Un appello accorato alla FIFA è stato recentemente lanciato da un gruppo di ex calciatori iraniani, che chiedono un intervento urgente per condannare le atrocità commesse dal regime di Teheran. Questo appello, una lettera aperta firmata da circa venti personaggi di spicco del mondo del calcio, tra cui l’ex nazionale Ali Karimi, è stato indirizzato non solo al presidente della FIFA, Gianni Infantino, ma anche ai presidenti delle oltre 200 federazioni affiliate.

Il contenuto della lettera, riportato dal ‘Guardian’, mette in luce come il regime iraniano abbia represso brutalmente un “movimento nazionale, popolare e civico”. Le autorità hanno attuato metodi di repressione sistematica, uccisioni di massa e altre azioni che configurano chiari crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Queste affermazioni non sono solo parole, ma riflettono la realtà di un paese che ha visto un aumento della violenza e della repressione contro i suoi cittadini, specialmente dopo le proteste del 2019 e l’inasprimento degli eventi a seguito della morte di Mahsa Amini nel settembre 2022.

Le vittime della repressione

Nella lettera viene evidenziato che tra le migliaia di vittime ci sono numerosi membri della comunità calcistica, tra cui:

  1. Mojtaba Tarshiz, un ex calciatore e padre di due bambini.
  2. Saba Rashtian, un’assistente arbitro di calcio femminile.
  3. Mehdi Lavasani, un allenatore delle giovanili.
  4. Calciatori come Amirhossein Mohammadzadeh e Ribin Moradi.
  5. Il portiere della nazionale di beach soccer, Mohammad Hajipour.

La lettera esprime un forte desiderio che il calcio, riconosciuto come uno dei fenomeni sociali più influenti al mondo, non rimanga in silenzio di fronte a queste ingiustizie. I firmatari affermano: “Il calcio ha una responsabilità sociale”, sottolineando che le esecuzioni, gli arresti arbitrari e le minacce contro gli atleti non possono essere ignorati. Chiedono che la FIFA e le federazioni nazionali condannino pubblicamente tali azioni e richiedano la cessazione immediata della violenza.

Richieste alla FIFA

Le richieste formulate nella lettera non si limitano a un semplice atto di condanna. Si chiede alla FIFA di:

  1. Utilizzare tutti i meccanismi legali e disciplinari disponibili per proteggere le figure del calcio iraniano.
  2. Affermare che la protesta pacifica e l’espressione delle opinioni personali siano diritti umani fondamentali.

Il documento sottolinea che “il silenzio di fronte a questi crimini equivale ad abbandonare i principi stessi che il calcio mondiale afferma di difendere”.

La situazione in Iran è drammatica. Secondo alcune fonti, si stima che oltre 30.000 persone siano morte in sole 48 ore di repressione. Questo numero inquietante riflette non solo la violenza del regime, ma anche la determinazione del popolo iraniano a lottare per i propri diritti e libertà. Le manifestazioni, iniziate in risposta alla morte di Mahsa Amini, hanno rapidamente assunto una dimensione più ampia, con richieste di libertà, giustizia sociale e diritti civili.

Il ruolo del calcio e della FIFA

Il calcio iraniano, storicamente legato a questioni politiche e sociali, ha sempre avuto un ruolo significativo nella cultura del paese. La lettera aperta è un chiaro esempio di come gli atleti possano utilizzare la loro visibilità per portare attenzione su problemi urgenti. Ali Karimi, una delle figure più rappresentative del calcio iraniano, ha sempre sostenuto i diritti umani e ha utilizzato la sua piattaforma per denunciare le ingiustizie.

È cruciale notare che la FIFA, come organismo internazionale, ha il potere di influenzare la situazione. Negli ultimi anni, ci sono stati precedenti in cui la FIFA ha preso posizione su questioni di diritti umani, ma la vera prova sarà la sua reazione a questa lettera aperta. La comunità calcistica globale attende con ansia una risposta da parte della FIFA e delle federazioni nazionali, sperando che si uniscano alla lotta per i diritti umani e per la giustizia in Iran.

Il calcio, per molti, rappresenta una forma di speranza e unità. Le azioni della FIFA e delle federazioni nazionali possono avere un impatto significativo non solo sulla comunità calcistica iraniana, ma anche sulla popolazione che sta soffrendo sotto la repressione. I firmatari della lettera aperta si appellano a una coscienza collettiva, affinché il mondo non resti indifferente di fronte a una crisi umanitaria così profonda e devastante. La loro richiesta non è solo una questione di sport, ma un appello alla dignità e al rispetto dei diritti umani fondamentali.

Change privacy settings
×