La Premier League 2023-2024 sta vivendo una stagione di instabilità senza precedenti, con un numero record di esoneri che ha già raggiunto quota otto. Questo fenomeno è particolarmente significativo considerando che il campionato è ancora lontano dalla sua conclusione. Negli anni passati, la gestione degli allenatori nel calcio inglese era caratterizzata da una certa pazienza e lungimiranza, ma quest’anno sembra che i club siano sempre più inclini a prendere decisioni drastiche. Un esempio eclatante è il Nottingham Forest, che ha recentemente esonerato Sean Dyche, un allenatore che solo una settimana fa era stato premiato come “Allenatore del mese di gennaio”.
la precarietà degli allenatori
Il Nottingham Forest ha vissuto una stagione difficile, avendo già esonerato Nuno Espirito Santo a settembre e sostituito con Ange Postecoglou, il cui soggiorno è durato solo 39 giorni. Dyche, dopo 114 giorni al City Ground e un bottino di 22 punti in 18 partite, ha visto la sua avventura interrompersi a causa di risultati deludenti, tra cui:
- Sconfitta contro il Leeds
- Pareggio senza reti contro il Wolverhampton
La decisione del presidente Evangelos Marinakis ha sollevato non poche polemiche, evidenziando la precarietà della posizione degli allenatori nel calcio moderno.
crisi anche tra le grandi
Anche i club di vertice non sono esenti da questa instabilità. Il Chelsea ha annunciato la risoluzione consensuale del contratto con Enzo Maresca, mentre Ruben Amorim è stato esonerato dopo aver rivendicato responsabilità sul mercato. Inoltre, il West Ham ha fatto lo stesso con Graham Potter e il Wolverhampton ha esonerato Vitor Pereira, il quale ha visto la sua squadra incassare otto sconfitte nelle ultime dieci partite.
Negli ultimi giorni, la lista degli esoneri si è ulteriormente allungata con Thomas Frank allontanato dal Tottenham e Sean Dyche che ha subito un altro esonero. Questo scenario mette in luce la crescente pressione sui tecnici, indipendentemente dalla loro esperienza o dai successi passati.
una cultura della gratificazione immediata
La media di esoneri nella Premier League negli ultimi dieci anni ha superato gli otto per stagione, ma l’attuale campionato ha già raggiunto questo numero entro la metà di gennaio. Questo suggerisce che i club non intendono aspettare per ottenere risultati. I tifosi e i dirigenti sono sempre più impazienti, e le aspettative crescono rapidamente.
Questa tendenza contrasta con il passato, quando i club erano più propensi a dare tempo ai loro allenatori. Un esempio emblematico è Sir Alex Ferguson, che nel 1986 assunse la guida del Manchester United e, dopo anni di frustrazioni, riuscì finalmente a vincere il suo primo titolo di campione d’Inghilterra nella stagione 1992/93.
Oggi, la pazienza sembra un valore sempre più raro, e gli allenatori devono affrontare pressioni incessanti. Ogni risultato negativo può significare la fine immediata della loro avventura. In un contesto di crescenti investimenti nel calcio, i presidenti dei club, spinti da interessi economici, non esitano a cambiare alla ricerca di risultati immediati, dimenticando che il calcio è un gioco di pazienza e strategia a lungo termine.
Con un panorama così volatile, sarà interessante osservare come si evolverà la situazione nelle prossime settimane e se i club decideranno di cambiare rotta o di continuare su questa strada rischiosa. La speranza è che si possa tornare a una gestione più equilibrata, che valorizzi il lavoro degli allenatori e permetta di costruire squadre competitive nel tempo.
