Djokovic si distacca dal sindacato dei giocatori: una mossa sorprendente

Djokovic si distacca dal sindacato dei giocatori: una mossa sorprendente

Djokovic si distacca dal sindacato dei giocatori: una mossa sorprendente - ©ANSA Photo

Luca Baldini

5 Gennaio 2026

Novak Djokovic, uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi, ha recentemente annunciato la sua decisione di lasciare l’Associazione dei Giocatori di Tennis Professionisti (PPTA), di cui è stato co-fondatore nel 2020 insieme al canadese Vasek Pospisil. Questa scelta segna un’importante svolta nella carriera del campione serbo, evidenziando le tensioni esistenti all’interno delle strutture di governance del tennis professionistico.

La PPTA è stata creata con l’intento di fornire ai tennisti una piattaforma forte e indipendente, in grado di rappresentare le loro istanze e preoccupazioni. Tuttavia, nel corso degli anni, Djokovic ha espresso crescenti preoccupazioni riguardo alla direzione dell’associazione, sollevando problematiche legate alla trasparenza e alla governance.

le dichiarazioni di djokovic

In un post sul suo account X, Djokovic ha dichiarato: “Dopo attenta riflessione, ho deciso di ritirarmi completamente dall’Associazione dei giocatori di tennis professionisti. Questa decisione fa seguito a preoccupazioni persistenti sulla trasparenza, la governance e il modo in cui la mia voce e la mia immagine sono state rappresentate”. Le sue parole rivelano una frustrazione comune tra gli atleti nei confronti delle istituzioni sportive, dove la comunicazione e la rappresentanza sono spesso oggetto di discussione.

Il tennista, vincitore di ben 24 titoli del Grande Slam, ha sottolineato il suo orgoglio per la visione iniziale della PPTA, ma ha anche evidenziato che i suoi valori non sono più allineati con l’attuale orientamento dell’organizzazione. “Continuerò a concentrarmi sul mio tennis, sulla mia famiglia e sul mio contributo allo sport in un modo che riflette i miei principi e la mia integrità”, ha aggiunto Djokovic, mostrando la sua determinazione a mantenere un approccio etico nella sua carriera sportiva.

tensioni interne alla ppta

Le tensioni all’interno della PPTA si sono intensificate quando l’associazione ha deciso di intraprendere azioni legali contro le organizzazioni di governance del tennis, tra cui l’ATP e la WTA. Nel marzo 2025, un gruppo di circa venti giocatori ha avviato cause legali in diverse giurisdizioni, accusando queste organizzazioni di corruzione e abuso di potere. I membri della PPTA hanno denunciato un “sistema corrotto, illegale ed abusivo”, citando un calendario insostenibile che costringe i giocatori a competere per undici mesi all’anno.

Le accuse mosse dalla PPTA non sono da sottovalutare. I giocatori sostengono che l’ATP e la WTA, insieme alla Federazione Internazionale di Tennis (ITF) e all’Agenzia Internazionale per l’Integrità del Tennis (ITIA), abbiano abusato della loro posizione di potere per sfruttare i tennisti, in particolare quelli più giovani e vulnerabili. Questa situazione ha sollevato interrogativi sull’equità e sull’integrità del circuito professionistico, aprendo un dibattito su come le istituzioni sportive dovrebbero operare per garantire il benessere dei giocatori.

il futuro di djokovic e della ppta

Djokovic, noto per il suo impegno nei diritti dei tennisti, ha sempre cercato di utilizzare la sua piattaforma per promuovere cambiamenti positivi nel mondo del tennis. Tuttavia, la sua decisione di allontanarsi dalla PPTA potrebbe essere vista come un segnale di frustrazione nei confronti di un sistema che non riesce a rappresentare adeguatamente gli interessi dei giocatori.

In attesa di futuri sviluppi, Djokovic ha confermato la sua partecipazione al torneo ATP 250 di Adelaide, che si svolgerà dal 12 al 17 gennaio 2024, come preparazione per l’Australian Open, in programma dal 18 gennaio al 1 febbraio. Questo torneo rappresenta un’importante opportunità per Djokovic di concentrarsi sul suo gioco dopo questa significativa decisione.

La partenza di Djokovic dalla PPTA potrebbe avere ripercussioni sul futuro dell’associazione stessa e sulla sua capacità di influenzare le dinamiche del tennis professionistico. Gli esperti del settore osserveranno con interesse come questo cambiamento influenzerà le relazioni tra i giocatori e le istituzioni, nonché il modo in cui i diritti e le necessità dei tennisti saranno rappresentati in futuro.

Con la crescente attenzione verso la salute mentale e il benessere degli atleti, è fondamentale che tutte le parti coinvolte nel tennis professionistico lavorino insieme per garantire un ambiente di lavoro equo e sostenibile. La partenza di Djokovic dalla PPTA potrebbe quindi rappresentare un nuovo capitolo, non solo nella sua carriera, ma anche nel panorama più ampio del tennis, che continuerà a evolversi in risposta alle esigenze dei suoi protagonisti.

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