La situazione attuale del Torino è critica e Roberto D’Aversa, il nuovo allenatore, ha ben chiaro il compito che lo attende. Con solo tre punti di vantaggio sulla zona retrocessione, il club granata si trova in una posizione che non rispecchia le sue ambizioni storiche. “Siamo in una posizione che non compete a questo club e a questa squadra, ma dobbiamo essere realisti e l’errore sarebbe pensare di non essere risucchiati in zona retrocessione,” ha dichiarato D’Aversa, sottolineando l’importanza di affrontare la situazione con la giusta mentalità.
Il contratto di D’Aversa scadrà il 30 giugno, indipendentemente dai risultati ottenuti nelle ultime dodici partite di campionato. “Se a quattro mesi ti chiama il Torino, devi fare subito le valigie,” ha affermato l’allenatore, che è rimasto senza panchina dal giugno scorso. “Non ero mai stato fermo così tanto: sono carico e orgoglioso,” ha aggiunto, dimostrando di essere pronto a raccogliere la sfida.
l’importanza di ritrovare entusiasmo
Con 36 punti ancora a disposizione e incontri diretti contro squadre come Pisa, Cremonese e Verona, il Torino ha ancora tempo per tentare di risalire la classifica. D’Aversa ha già delineato il suo primo obiettivo: “La prima cosa da fare è ritrovare entusiasmo e scendere in campo con coraggio. È fondamentale trasmettere serenità, perché al di là di moduli o altro, è l’atteggiamento che fa la differenza.” Il nuovo tecnico ha chiarito che non si soffermerà solo sui nomi dei giocatori, ma valuterà le prestazioni in allenamento per decidere la formazione migliore.
La prima presa di contatto con la squadra è avvenuta durante il suo primo allenamento al Filadelfia, dove ha iniziato a implementare le sue idee. “La disposizione più consona sarà quella di partire con la difesa a tre,” ha spiegato, confermando che il portiere sarà Paleari. D’Aversa ha anche elogiato Vlasic, affermando che non si aspettava di trovarlo così completo e che potrebbe facilmente inserirsi in un club di alto livello.
comunicazione e coinvolgimento dei tifosi
La comunicazione e il coinvolgimento dei tifosi sono elementi chiave per D’Aversa. “Non c’è alcuna preclusione, ad Empoli lo facevamo e tutti insieme possiamo portare il Toro all’obiettivo,” ha affermato, cercando di creare un legame forte tra la squadra e la sua tifoseria.
Il Torino sta vivendo un periodo di transizione, e D’Aversa è il diciottesimo allenatore diverso che la società ha scelto di ingaggiare. “Lo seguivo dai tempi di Parma, mi è sempre piaciuto molto,” ha commentato Urbano Cairo, presidente del club. Dopo la gestione di Baroni, che ha portato altalenanti risultati, Cairo sottolinea la volontà di correggere gli errori passati: “Mancano dodici partite, vogliamo fare meglio.” La pressione è alta e l’obiettivo di salvare la squadra dalla retrocessione diventa una questione di sopravvivenza.
contestazioni e progetti futuri
Tuttavia, non mancano le contestazioni da parte dei tifosi. Durante la notte, è apparso un nuovo striscione al Filadelfia, accompagnato da un carico di letame depositato all’esterno del centro sportivo, a simboleggiare il malcontento nei confronti della dirigenza. Cairo ha risposto dichiarando di essere sempre stato disponibile a vendere, ma di non aver mai ricevuto offerte concrete. “La contestazione non mi scoraggia, ma mi dà maggiore determinazione. Tutto questo disfattismo non serve a nulla,” ha affermato, dimostrando di essere risoluto nel suo intento di riportare la squadra a una posizione dignitosa in classifica.
In aggiunta alle questioni sportive, Cairo ha parlato anche dei progetti riguardanti lo stadio. “Stiamo lavorando sullo stadio: c’erano le ipoteche, ora si fanno tutte le valutazioni del caso sui costi e l’obiettivo è trovare un accordo con il comune,” ha spiegato, sottolineando l’importanza di avere una casa adeguata per la squadra. Ha anche fatto riferimento alla creazione di un museo dedicato al Torino al Filadelfia, con la Fondazione che ha già fondi a disposizione per realizzare questo progetto.
In questo contesto di sfide e aspettative, D’Aversa si prepara a guidare il Torino in un finale di stagione cruciale. Con il suo approccio basato sul coraggio e sull’entusiasmo, l’allenatore spera di infondere nuova vita nella squadra e riaccendere la passione dei tifosi. Le prossime settimane saranno fondamentali per capire se il Torino riuscirà a evitare la retrocessione e a tornare a competere per obiettivi più ambiziosi.
