Conte avverte: Di Lorenzo a rischio rottura del crociato, il calcio è in pericolo

Conte avverte: Di Lorenzo a rischio rottura del crociato, il calcio è in pericolo

Conte avverte: Di Lorenzo a rischio rottura del crociato, il calcio è in pericolo - ©ANSA Photo

Luisa Marcelli

31 Gennaio 2026

Antonio Conte, ex allenatore della Nazionale italiana e attuale tecnico del Tottenham, ha recentemente lanciato un forte allarme riguardo alla salute dei calciatori professionisti, in seguito all’infortunio subito da Giovanni Di Lorenzo, capitano del Napoli. Durante una partita di campionato, il difensore azzurro ha dovuto lasciare il campo nel primo tempo a causa di un dolore al ginocchio sinistro, che potrebbe rivelarsi una rottura del legamento crociato. Questo episodio ha spinto Conte a esprimere preoccupazioni più ampie riguardo al carico di lavoro e all’eccessivo numero di partite che i calciatori sono costretti a disputare in una stagione.

il problema del carico di lavoro

“È assurdo, e mi dispiace”, ha dichiarato Conte ai microfoni di Dazn. “Si giocano troppe partite, così per il calcio è un suicidio”. Le sue parole non rappresentano solo una reazione emotiva a un infortunio potenzialmente devastante, ma evidenziano anche una critica alla gestione del calcio moderno. Con una stagione che può contare su sessanta-settanta partite all’anno, Conte sottolinea come i giocatori siano costretti a scendere in campo anche quando non sono completamente recuperati.

  1. Eccessivo numero di partite: Le competizioni nazionali, coppe europee e tornei internazionali creano un sovraccarico di impegni.
  2. Rischio di infortuni: L’affaticamento e la pressione delle partite possono portare a infortuni cronici.
  3. Gestione degli infortuni: Cruciale per le ambizioni di qualsiasi club, la salute dei giocatori deve essere una priorità.

la voce dei calciatori

La situazione di Di Lorenzo è sintomatica di un problema più ampio. Il difensore del Napoli si è infortunato in un momento di grande pressione per la squadra, e la gestione degli infortuni diventa fondamentale per competere a livelli elevati sia in Italia che in Europa. L’Assocalciatori, l’associazione che rappresenta i calciatori professionisti italiani, ha il compito di tutelare gli interessi dei giocatori, ma spesso si trova a dover affrontare una realtà difficile da gestire. Molti calciatori si sentono costretti a giocare anche quando non sono al 100%, a causa delle pressioni esercitate dai club e della necessità di ottenere risultati.

il futuro del calcio

Il dibattito sull’eccessivo numero di partite non è nuovo. Diverse personalità del mondo del calcio, da allenatori a ex calciatori, hanno espresso preoccupazione per la salute dei calciatori. Iniziative per ridurre il numero di partite in alcune competizioni sono state discusse, ma finora senza risultati concreti. La UEFA e la FIFA sono sotto pressione per trovare soluzioni che possano alleviare il carico di lavoro per i professionisti, ma il timore è che gli interessi commerciali prevalgano su quelli degli atleti.

Inoltre, la questione degli infortuni non riguarda solo i club e i tecnici, ma anche i tifosi, che desiderano vedere in campo i migliori giocatori. Un campionato con molti atleti infortunati perde il suo fascino, e i fan si ritrovano a seguire partite in cui le squadre non possono esprimere il loro potenziale massimo. La bellezza del calcio risiede nella qualità del gioco, compromessa quando i calciatori non possono esprimersi al meglio.

La sfida per il futuro sarà quella di trovare un equilibrio tra le esigenze economiche del calcio moderno e la salute degli atleti. È fondamentale che le istituzioni calcistiche considerino le parole di Conte e inizino a implementare cambiamenti significativi, prima che il costo umano di questa frenesia diventi insostenibile. La salute dei calciatori deve diventare una priorità, affinché il calcio possa continuare a essere lo sport amato in tutto il mondo, senza compromettere il benessere di chi lo pratica.

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