Club nei guai: inchiesta e 12 anni di carcere

Un club importante è seriamente nei guai: l’ex proprietario è accusato di truffa e rischia 12 anni di carcere

L’ennesima brutta vicenda sta per sconvolgere il mondo del calcio. Stavolta a finire seriamente nei guai potrebbe essere un solo club. O meglio, l’ex proprietà di uno dei club più importanti d’Europa. Il rischio per l’ex patron è di una pena detentiva fino a 12 anni di carcere. Ed è un rischio sempre più concreto, dal momento che le accuse a suo carico sono molto gravi.

Indagine sul Granada
Terremoto nel mondo del calcio: il club è nei guai (LaPresse) – Wigglesport.it

A finire in guai seri è stata la famiglia Pozzo, proprietaria dell’Udinese, del Watford e fino a pochi anni fa anche del Granada in Spagna. Ed è proprio dalla penisola iberica che starebbero arrivando i problemi maggiori per i Pozzo, e in particolare per Gino Pozzo, figlio del patron bianconero Giampaolo.

Secondo quanto riportato da El Pais, la Procura Anticorruzione spagnola avrebbe richiesto per l’ex dirigente del club andaluso una condanna pari a 12 anni di carcere. L’accusa? Una truffa che risalirebbe a qualche anno fa.

Gino Pozzo nei guai, rischia fino a 12 anni di carcere: è accusato di truffa, il motivo

Stando a quanto riferito dal quotidiano spagnolo, tra il 2009 e il 2016 l’ex dirigente del Granada avrebbe realizzato un vero e proprio “piano criminale” per controllare il club frodando contestualmente il fisco spagnolo per milioni di euro. Il tutto con il presidente della squadra Enrique Pina Campuzano.

Attraverso un intricato sistema di imprese, scambi di denaro e movimenti non chiarissimi attorno soprattutto all’ingaggio dei calciatori, la frode sarebbe andata avanti per anni, creando un danno all’erario particolarmente ingente. Da qui la richiesta della Procura di una condanna piuttosto pesante nei confronti dell’imprenditore italiano.

Gino Pozzo rischia il carcere
Gino Pozzo nei guai, rischia 12 anni di carcere: il motivo (LaPresse) – Wigglesport.it

Ma in quale modo il club veniva commessa la truffa ai danni del fisco? Stando alla ricostruzione della Procura, i guadagni ottenuti dal trasferimento dei calciatori venivano spostati direttamente in Lussemburgo, evitando così di essere tassati in Spagna. Pozzo e i suoi complici, in sostanza, lasciavano sempre vuote le finanze del club simulando di aver bisogno di ricevere finanziamenti da una compagnia con stanza proprio in Lussemburgo, per evitare di dover pagare i tributi allo Stato spagnolo.

Un metodo messo in atto in Spagna ma che si estendeva a macchia d’olio anche tra Italia, Lussemburgo ed Emirati Arabi. E a provarlo sarebbe stato anche il tentativo di distruzione delle prove da parte di Campuzano, incarcerato a scopo preventivo già nel lontano 2018. L’indagine da allora è andata avanti ed è arrivata fino a Gino Pozzo, accusato di essere a capo della truffa e di aver causato un danno all’erario pari a circa 35 milioni di euro. Da qui la pesante richiesta di una condanna a 12 anni.

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