Champions: Palladino ammette, ‘ci manca il cambio di marcia nelle partite complicate’

Champions: Palladino ammette, 'ci manca il cambio di marcia nelle partite complicate'

Champions: Palladino ammette, 'ci manca il cambio di marcia nelle partite complicate' - ©ANSA Photo

Stefano Cerulli

29 Gennaio 2026

Raffaele Palladino, allenatore dell’Atalanta, ha espresso il suo disappunto riguardo all’approccio della sua squadra nella sconfitta contro l’Union Saint-Gilloise. Questo match ha messo in evidenza le difficoltà della Dea nel gestire partite intense e poco tattiche. Il tecnico ha paragonato questa prestazione a quelle del passato, come le sfide contro Verona e Pisa, evidenziando come la squadra fatichi a “fare lo switch” quando si trova di fronte a partite sporche, dove l’intensità e l’agonismo giocano un ruolo cruciale.

Palladino ha dichiarato: “Mi sembra di aver rivisto le partite di Verona e di Pisa, quelle poco tattiche, dove c’è tanta intensità e tanto agonismo. Non riusciamo a capire che quando capitano partite sporche come questa bisogna imparare a starci dentro.” Queste parole sottolineano la mancanza di adattamento della sua squadra in situazioni di alta pressione e competizione.

Il tecnico ha poi continuato, esprimendo il suo rammarico per non essere riusciti a cambiare il ritmo della partita. Ha affermato: “Il dispiacere c’è, perché non riusciamo a fare quello switch che serve. La squadra deve capire che a volte bisogna fare battaglia, metterci il piede, l’agonismo. Un salto che prima o poi dobbiamo fare.” Queste frasi evidenziano la necessità di una maggiore resilienza e determinazione da parte dei giocatori, componenti essenziali per affrontare le sfide in un torneo prestigioso come la Champions League.

Turnover e gestione dei giocatori

Riguardo al turnover e alla gestione dei giocatori, Palladino ha giustificato le sue scelte, spiegando che i cambi non erano stati effettuati nell’ultima gara poiché molti titolari, come Kossounou, avevano già giocato nella partita precedente. “Sono 8 rispetto a Parma, non all’Athletic Bilbao. Ho dato solo opportunità a giocatori come Samardzic e Musah che hanno avuto meno spazio,” ha chiarito il tecnico, cercando di giustificare una scelta strategica che, tuttavia, non ha portato ai risultati sperati.

L’allenatore ha anche analizzato la prestazione collettiva della squadra, sottolineando che non è stato un problema legato ai singoli, ma piuttosto all’insieme della squadra. “Non è stato un problema di singoli stasera, è nell’insieme che non è stata giocata una buona partita, nemmeno tecnicamente,” ha affermato. Palladino ha bisogno di un miglioramento sia a livello individuale che di squadra, riconoscendo che alcuni giocatori sembrano soffrire di più in queste situazioni di gioco.

Riconoscimenti e attaccamento alla tifoseria

Un’eccezione, secondo Palladino, è rappresentata da Ahanor, che ha saputo mostrare un temperamento e una cattiveria che il tecnico ha paragonato a quella di Marten de Roon, un giocatore noto per la sua grinta e determinazione. “Da elogiare è Ahanor: è il più piccolo, ma ci ha messo un temperamento e una cattiveria che ho rivisto in De Roon quando è subentrato.” Questo riconoscimento sottolinea l’importanza di avere giocatori che, nonostante le difficoltà, riescono a portare energia e intensità sul campo.

Sebbene la delusione per il risultato sia palpabile, Palladino ha voluto esprimere anche la sua comprensione per i tifosi, che hanno affrontato lunghi viaggi per sostenere la squadra. “I ragazzi sono dispiaciuti anche per i tifosi che hanno fatto tantissimi chilometri per seguirci, per il nostro percorso.” Questo attaccamento alla tifoseria è significativo in un contesto dove il supporto esterno può fare la differenza nelle prestazioni dei giocatori.

Guardando al futuro

Con il morale abbattuto dalla sconfitta, Palladino ha già fissato lo sguardo sulla prossima partita di campionato contro il Como, un incontro che si preannuncia cruciale per il proseguimento della stagione. “Torniamo in albergo giù di morale. Bisogna ripartire dalla partita importantissima col Como domenica,” ha concluso, esprimendo la necessità di voltare pagina e di affrontare la sfida con rinnovata determinazione.

L’Atalanta, storicamente nota per il suo stile di gioco offensivo e per l’abilità nel sviluppare giovani talenti, ora si trova a dover affrontare una prova di carattere. La Champions League è una competizione in cui ogni dettaglio conta e dove la capacità di adattarsi a diverse situazioni di gioco diventa fondamentale. Palladino e la sua squadra dovranno riflettere su quanto accaduto e lavorare per migliorare, in modo da non ripetere gli stessi errori in futuro e per cercare di affrontare le sfide europee con la giusta mentalità.

Change privacy settings
×