Calligaris in vasca: la sfida tra Pilato e Tarantino che ha sorpreso tutti

Calligaris in vasca: la sfida tra Pilato e Tarantino che ha sorpreso tutti

Calligaris in vasca: la sfida tra Pilato e Tarantino che ha sorpreso tutti - ©ANSA Photo

Stefano Cerulli

31 Agosto 2025

La recente vicenda che ha coinvolto le giovani nuotatrici Benedetta Pilato e Chiara Tarantino ha attirato l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica italiana, generando un acceso dibattito sui comportamenti degli atleti e sulle responsabilità che questi comportano. A esprimere la sua opinione su questo episodio è stata Novella Calligaris, la prima medaglia olimpica del nuoto azzurro, che ha tracciato un parallelismo tra l’episodio e le sfide più gravi che il Paese affronta.

La bravata e la responsabilità degli atleti

Calligaris ha commentato l’episodio definendolo una “stupida bravata”, sottolineando che gli atleti azzurri e olimpici dovrebbero fornire esempi migliori. La sua affermazione non solo condanna l’azione, ma mette in evidenza la necessità di un comportamento più responsabile da parte di chi è sempre sotto i riflettori e rappresenta un modello per i giovani.

Tuttavia, l’ex nuotatrice ha anche evidenziato come l’eco mediatica di questo evento sia sproporzionata rispetto ad altre problematiche più gravi che affliggono l’Italia. Calligaris ha dichiarato: “C’è chi ruba molto di più nel nostro Paese, e non solo non viene preso, nemmeno se ne parla…”. Questa osservazione suggerisce che l’attenzione dei media potrebbe essere mal riposta, invitando a riflettere su quali questioni meritino realmente di essere messe in evidenza.

Questioni di responsabilità individuale

L’episodio ha sollevato anche interrogativi sulla responsabilità individuale. Calligaris ha affermato: “Certo non è carino che una inguai l’altra. Mi pare la cosa più grave: se faccio una bravata, lo faccio per me, non lo metto nella borsa di un’altra.” Questa riflessione richiama l’attenzione sulla necessità di un comportamento responsabile, specialmente per atleti che fanno parte di un gruppo sportivo come le Fiamme Gialle, dove ci si aspetta un codice di comportamento esemplare.

L’età e la pressione mediatica

La questione della responsabilità si complica ulteriormente considerando la giovane età delle atlete coinvolte. Benedetta Pilato, classe 2005, è già un nome noto nel nuoto italiano, mentre Chiara Tarantino è una nuotatrice emergente che sta cercando di ritagliarsi un posto di rilievo nel panorama sportivo. Entrambe vivono una fase di grande visibilità, che implica anche una maggiore attenzione da parte dei media e del pubblico.

Calligaris ha sottolineato che “l’eco che è stata data a questa vicenda mi pare esagerata”, suggerendo che episodi di bravate giovanili non sono una novità nel mondo dello sport. Ha ricordato le proprie esperienze da giovane atleta, affermando che anche lei e le sue coetanee commettevano “altre cavolate: sempre stupide, certo. Ma non così.” Questo rimando al passato evidenzia come i giovani siano spesso portati a compiere atti impulsivi e come la società debba trovare un equilibrio tra giusta condanna e comprensione.

In conclusione, l’episodio Pilato-Tarantino offre spunti di riflessione non solo sul comportamento degli atleti, ma anche sulla natura del dibattito pubblico in Italia. Mentre le polemiche sui furti e sugli scandali continuano a segnare il dibattito politico e sociale, la vicenda delle due nuotatrici potrebbe servire come un’importante opportunità per discutere di responsabilità, etica e crescita personale. La voce di Novella Calligaris rappresenta un faro di saggezza e comprensione, invitando a riflettere su valori che vanno oltre le semplici bravate giovanili.

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