Calcio senza confini: il progetto Aic parte dal Ruanda a marzo

Calcio senza confini: il progetto Aic parte dal Ruanda a marzo

Calcio senza confini: il progetto Aic parte dal Ruanda a marzo - ©ANSA Photo

Luca Baldini

26 Febbraio 2026

Nel panorama sportivo internazionale, il calcio rappresenta non solo una disciplina atletica, ma anche un potente veicolo di insegnamento e di crescita personale. In questo contesto, l’Associazione Italiana Calciatori (AIC) e la Eni Foundation hanno unito le forze per dare vita al progetto “Uniti dal calcio – Kick & Unite”, un’iniziativa che mira a promuovere il calcio giovanile come strumento di sviluppo individuale e sociale. Questo progetto si prefigge di diffondere una cultura sportiva positiva e sostenibile in alcuni Paesi extraeuropei, a partire dal Ruanda.

La partenza del progetto è prevista per il 1° marzo 2024, quando un team di esperti, composto da ex calciatori professionisti e guidato dal campione del mondo 2006 Simone Perrotta, arriverà in Ruanda per avviare le attività di formazione. L’obiettivo principale è quello di creare un modello di cooperazione internazionale che possa contrastare il fenomeno del football trafficking, un problema significativo che coinvolge il traffico di giovani calciatori da Paesi in via di sviluppo verso nazioni con una tradizione calcistica consolidata. Questo fenomeno non solo mette a rischio il futuro dei giovani atleti, ma spesso li espone a situazioni di sfruttamento e precarietà.

un modello educativo centrato sul benessere

Il progetto “Uniti dal Calcio – Kick & Unite” non si limita a una mera promozione sportiva; esso si basa su un modello educativo che pone al centro il benessere del bambino. Secondo quanto riportato nel comunicato stampa dell’AIC, non si tratta di una ricerca precoce del talento, ma piuttosto di un percorso finalizzato all’acquisizione di valori, competenze e strumenti che possano accompagnare i ragazzi e le ragazze verso una vita adulta consapevole e sana. Il calcio, praticato e insegnato secondo i principi di rispetto e solidarietà, può diventare un ambiente educativo in cui i giovani apprendono a prendersi cura della propria salute e a sviluppare relazioni significative.

espansione del progetto

Oltre al Ruanda, il progetto si estenderà in Egitto nell’ottobre 2026 e in Angola nei primi mesi del 2027. In queste nazioni, il team dell’AIC si concentrerà sulla formazione di staff di formatori locali, con l’intento di creare una rete di educatori capaci di trasmettere i valori del calcio e della vita. I formatori saranno dotati delle competenze necessarie per gestire attività sportive e formative, lavorando a stretto contatto con i giovani del territorio. Questo approccio non solo aiuterà a diffondere le pratiche sportive, ma contribuirà anche a costruire una comunità coesa e impegnata.

inclusione e opportunità

Un elemento distintivo del progetto è la sua dimensione inclusiva. Si prevede che le attività siano aperte sia a ragazzi che a ragazze, promuovendo l’uguaglianza di genere nello sport. Questo è particolarmente importante in contesti in cui le ragazze possono trovarsi a dover affrontare barriere culturali e sociali. Attraverso il calcio, si intende offrire loro opportunità di crescita e sviluppo che possano cambiare le loro vite, incoraggiandole a perseguire i propri sogni e a diventare leader nella loro comunità.

In estate 2027, i formatori africani che saranno stati addestrati in loco saranno invitati in Italia per partecipare a un evento di calcio giovanile. Questa fase finale del progetto non solo permetterà ai tecnici di mettere in pratica le competenze acquisite, ma offrirà anche un’importante vetrina per le nazioni coinvolte. Sarà un momento di celebrazione, in cui i giovani calciatori potranno mostrarsi sul campo e rafforzare i legami creati durante il percorso formativo.

In conclusione, “Uniti dal calcio – Kick & Unite” si presenta come un progetto ambizioso e significativo, capace di generare un impatto duraturo nelle comunità coinvolte. Attraverso il calcio, si intende non solo formare atleti, ma anche costruire una nuova generazione di individui consapevoli, solidali e pronti a contribuire attivamente alla loro società. La speranza è che questo modello di cooperazione possa ispirare altre iniziative simili in tutto il mondo, dimostrando che lo sport può davvero essere un catalizzatore per il cambiamento e la crescita personale.

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