Buonfiglio: quattro ultrà col Daspo premiati, il delegato Coni deve fare un passo indietro

Buonfiglio: quattro ultrà col Daspo premiati, il delegato Coni deve fare un passo indietro

Buonfiglio: quattro ultrà col Daspo premiati, il delegato Coni deve fare un passo indietro - ©ANSA Photo

Luisa Marcelli

20 Gennaio 2026

Il recente episodio accaduto a Chieti ha suscitato un ampio dibattito nel mondo dello sport italiano. Durante la festa provinciale dello sport, quattro ultrà, tutti soggetti a misure di divieto di accesso (Daspo) negli stadi, sono stati premiati, scatenando l’indignazione di Luciano Buonfiglio, presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (Coni). Questo evento ha messo in luce la necessità di una riflessione profonda sulla gestione delle istituzioni sportive e sull’importanza di mantenere alta la guardia contro ogni forma di violenza e illegalità.

la condanna di buonefiglio

Buonfiglio ha espresso la sua ferma condanna nei confronti della scelta di premiare figure colpite da Daspo, sottolineando che tale decisione rappresenta un segnale allarmante. Durante la sua dichiarazione, ha affermato: “serve attenzione anche a livello territoriale”, evidenziando l’importanza di rispettare i valori sportivi e le regole. Il Daspo è una misura di prevenzione fondamentale contro comportamenti violenti, e la presenza di queste figure in una manifestazione ufficiale è stata vista come una grave mancanza di rispetto.

un richiamo alla legalità

L’intervento di Buonfiglio ha avuto un forte impatto, non solo per il contenuto, ma anche per il tono deciso. Ha esortato il delegato provinciale Massimiliano Milozzi a riflettere su quanto accaduto e a considerare un passo indietro, se non fosse in grado di garantire il rispetto delle norme. La figura del delegato provinciale è cruciale per la gestione delle attività sportive, e ora la sua posizione è sotto scrutinio. Le prossime mosse di Milozzi saranno osservate con attenzione da tutti gli attori coinvolti.

un contesto di preoccupazione

L’episodio di Chieti non è isolato; si inserisce in un contesto più ampio di preoccupazione per la violenza negli stadi italiani. Negli ultimi anni, le misure di sicurezza sono aumentate, ma premiando chi è colpito da Daspo si rischia di minare gli sforzi per combattere la violenza. Buonfiglio ha anche richiamato l’attenzione sull’importanza di educare le nuove generazioni al rispetto delle regole e alla pratica sportiva come mezzo di aggregazione e crescita personale.

In questo scenario, la risposta delle istituzioni sarà fondamentale per ripristinare la fiducia dei tifosi e della società. Si dovrà lavorare su politiche di prevenzione efficaci, attività di sensibilizzazione e programmi educativi che coinvolgano i giovani e i tifosi. Solo attraverso un impegno costante e una ferma condanna di comportamenti devianti sarà possibile costruire un ambiente sportivo più sicuro e accogliente per tutti.

L’episodio di Chieti rappresenta un campanello d’allarme per tutto il panorama sportivo italiano. È un invito a riflettere sulle responsabilità di ciascuno e su come le azioni, anche quelle che potrebbero sembrare innocue, possano avere ripercussioni significative. La strada da percorrere è lunga, ma il primo passo è riconoscere che la legalità e il rispetto delle regole sono imprescindibili per il futuro dello sport nel nostro paese.

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