Bergamo: striscioni per Gasperini, ma uno solleva polemiche

Bergamo: striscioni per Gasperini, ma uno solleva polemiche

Bergamo: striscioni per Gasperini, ma uno solleva polemiche - ©ANSA Photo

Stefano Cerulli

3 Gennaio 2026

La partita tra l’Atalanta e un avversario ancora da definire ha rappresentato un momento significativo per i tifosi bergamaschi, i quali hanno voluto rendere omaggio a Gian Piero Gasperini, ex allenatore della squadra, ora alla Roma. L’evento si è svolto nella New Balance Arena, un impianto che ha visto un susseguirsi di emozioni e passione calcistica. Durante la partita, sono stati esposti tre striscioni che celebravano il lavoro di Gasperini, ma uno di essi ha suscitato una certa polemica.

il primo striscione: un messaggio controverso

Il primo striscione, esposto nella Curva Sud Morosini, recitava: “Una bella storia si giudica anche dal finale: peccato”. Questo messaggio ha attirato l’attenzione per il suo richiamo implicito alla scelta di Gasperini di lasciare l’Atalanta per accettare l’offerta della Roma. La frase, con l’ultima parola scritta in lettere gialle e rosse, ha sollevato interrogativi tra i tifosi riguardo alla fidelizzazione e al legame che un allenatore deve mantenere con la propria piazza.

il secondo striscione: un tributo al passato

Un altro striscione, appeso per tutta la durata del primo tempo, recitava: “Coi tuoi 9 anni ancora negli occhi”. Questo chiaro riferimento al lungo periodo trascorso da Gasperini a Bergamo sottolinea il suo contributo nel costruire una squadra competitiva. Sotto la sua guida, l’Atalanta ha conquistato un posto fisso nelle competizioni europee, raggiungendo traguardi storici e portando la squadra a livelli di notorietà mai visti prima.

il terzo striscione: riconoscenza e nostalgia

Intorno al venticinquesimo minuto della partita, è apparso un terzo striscione, sorretto dalla Curva Nord Pisani, accompagnato da un coro che esaltava il suo nome: “Gasperini alé”. Questo striscione, diviso in tre sezioni, esprimeva una riconoscenza profonda nei confronti dell’ex allenatore: “Un decennio di gloria scolpito nella nostra storia. Dividerci un colpo al cuore, ritrovarci una grande emozione. Bentornato Gasp, indelebile simbolo di Bergamo campione”. Le parole riflettono non solo il rispetto per il passato, ma anche la nostalgia per un’epoca d’oro che ha visto l’Atalanta vincere l’Europa League nel 2023 a Dublino.

Questa partita è stata un’occasione per riflettere su ciò che Gasperini ha rappresentato per la città di Bergamo e per i suoi tifosi. Sotto la sua guida, l’Atalanta ha vissuto una metamorfosi straordinaria, passando da una squadra in cerca di identità a una realtà affermata nel panorama calcistico europeo. Il suo stile di gioco offensivo ha incantato i tifosi, contribuendo a creare un legame indissolubile tra la squadra e la comunità.

Tuttavia, la decisione di Gasperini di accettare la sfida con la Roma ha aperto un dibattito tra i sostenitori dell’Atalanta. Molti si sono sentiti traditi, considerando che il mister ha lasciato la squadra in un momento di grande slancio. La polemica sollevata dallo striscione iniziale evidenzia un sentimento di delusione, ma anche una sorta di conflitto emotivo tra l’amore per un uomo che ha dato tanto e la necessità di rispettare le sue scelte professionali.

In questo contesto, è interessante notare come Gasperini stesso abbia sempre parlato con affetto della sua esperienza a Bergamo. Anche dopo aver accettato la proposta della Roma, ha sottolineato il legame speciale che lo unisce alla città e ai suoi tifosi. Ha spesso dichiarato che Bergamo e l’Atalanta rappresentano una parte fondamentale della sua carriera, e che il suo obiettivo è sempre stato quello di portare la squadra a livelli di eccellenza.

Questa situazione non è unica nel mondo del calcio, dove le scelte di allenatori e calciatori possono generare reazioni contrastanti tra i tifosi. Ogni trasferimento porta con sé una serie di emozioni e reazioni, e il caso di Gasperini non fa eccezione. La sua figura rimarrà sempre legata alla storia dell’Atalanta, e il suo impatto sulla squadra e sui suoi sostenitori è innegabile.

Mentre i tifosi continuano a esprimere le loro opinioni attraverso striscioni e cori, la partita di Bergamo si trasforma in un palcoscenico non solo per il calcio, ma anche per un dialogo aperto tra passato e presente, tra affetto e delusione. Un episodio che arricchisce ulteriormente la narrazione di una città che vive di passione calcistica e di una squadra che ha saputo sognare in grande.

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